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Scuole – 10 Agosto 2016

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I giornali di opposizione e i relativi partiti sono pieni in questi giorni delle lamentele degli insegnanti per l’assegnazione alle relative cattedre, spesso molto distanti dai luoghi di residenza. Comprensibile sul piano umano ma inaccettabile su quello amministrativo. Come ha giustamente segnalato A.Stella sul Corriere odierno, se la percentuale maggiore di cattedre è al nord e la maggioranza degli insegnanti al sud la cosa è inevitabile. A questi insegnanti lamentosi e abituati alla protezione di un sindacato vieppiù corporativo andrebbe ricordato che la stessa cosa avviene per i docenti universitari (che mai si sono lamentati della cosa) con una differenza: gli universitari, una volta abilitati, debbono fare domanda presso le università che hanno bandito i posti del loro raggruppamento concorsuale (gruppi di materie) e vengono scelti sulla base delle loro referenze (leggasi CV). E se entro due anni non vengono scelti la loro abilitazione decade! Una prassi che sarebbe auspicabile anche per le scuole ma che farebbe aprire le cateratte del cielo se le scelte fossero affidate a una selezione locale e non a un algoritmo anonimo. Scardinare un sistema malato ma consolidato è sempre un’impresa titanica ma se si vuole modernizzare un paese costantemente arretrato bisogna adeguarsi a standard internazionali. Con buona pace del solito comico, politico “di lato”, che naturalmente con il tipico atteggiamento populista cerca di ottenere voti dalla pancia degli insegnanti.Sad
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Appeasement – 4 Agosto 2016

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Può essere che l’ “affaire” Erdogan sia per me una sorta di ossessione ma non posso dimenticare quanto la storia mi ha insegnato. Il primo rappresentante dell’Europa che ha visitato la Turchia si è presentato con il cappello in mano e grande comprensione dopo che il rozzo satrapo si era persino permesso di apostrofare l’alto rappresentante per la politica estero con un “ehi Mogherini” nel corso di una intervista televisiva, roba che neppure Putin, quello delle interviste a gambe larghe, si permetterebbe. Questo figuro, assolto dall’accusa di truffa da una magistratura che non ha nulla di indipendente, che ha trafficato con il petrolio dell’ISIS a causa del quale il figlio è indagato per riciclaggio internazionale, che reprime sanguinosamente curdi e armeni NON merita un trattamento con i guanti ma dovrebbe essere trattato come si merita. L’Europa ben dovrebbe ricordarsi che la politica di “appeasement” ha un drammatico precedente impersonato da quella nullità che fu Neville Chamberlain e tutti sanno come andò a finire. Questo atteggiamento “morbido” riflette semplicemente l’impotenza di una entità che oggi non esiste più neppure come utopia: l’Europa. Se si guarda indietro alle grandi aspettative dei padri fondatori e le si confrontano con le miserie attuali si potrebbe semplicemente concludere che l’esperimento è fallito. Il parlamento europeo, organo senza poteri reali, riesce solo a decidere la lunghezza dei cetrioli o le dimensioni dei pesci da pescare. Sulle grandi questioni (e la Turchia è una grande questione) totale silenzio e impotenza. Se ora consideriamo che la cosiddetta Europa non è stata capace di risolvere i grandi problemi della crisi internazionale, che non ha un sistema di tassazione comune, che non ha un esercito etc. etc. cosa rimane? Semplicemente niente ed è su questa debolezza che maramaldeggia il dittatore Erdogan. Se continua così sarò costretto ad ammettere che i britannici che hanno votato Brexit hanno fatto la scelta giusta per motivi sbagliati.
Ps notturno: le dichiarazioni di Junker sono agghiaccianti. Si continua sempre più sulla strada delle tre scimmiette
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