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Universitari e pandemia – 28 Marzo 2021

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Martedì della scorsa settimana ……
… seguendo rigorosamente l’ordine di precedenza previsto dalla regione legato all’età ho ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. Nel sito di vaccinazione c’era molto ordine e l’intera procedura mi ha richiesto circa 20 minuti dall’arrivo all’uscita: ottima organizzazione. All’ingresso ho però notato la presenza di un banchetto di accettazione “universitari” particolare di cui mi sono ricordato leggendo l’articolo di Boeri e Perotti in materia. Una precedenza agli universitari è una vergognosa prevaricazione nei confronti di quelle categorie che avrebbero diritto a una precedenza assoluta e che invece rimangono indietro rispetto anche a quei giovani che per avere messo piede magari per un paio di lezioni in un’aula universitaria sono riassorbiti nel calderone degli universitari.  Non mi è stata data l’opportunità, dal momento che sono un professore in pensione, di rifiutare un privilegio vergognoso ma di certo in caso contrario mi sarei ben guardato da approfittare di una condizione di privilegio assolutamente ingiustificata. Le aule universitarie sono VUOTE da quasi un anno e istituti e dipartimenti sono privi di professori e ricercatori. Ecco un esempio tipico del concetto di “corporazione”.  Di converso, però, vorrei affrontare il problema della disorganizzazione della sanità in Lombardia. La regione è piena di fior di professori e ricercatori  universitari in grado di organizzare un calendario vaccinale perfetto utilizzando le regole e le fonti informative che sono facilmente reperibili. Leggo che molti anziani – ad esempio -sono stati inviati a centinaia di km di distanza perché i CAP utilizzati erano obsoleti. Incompetenti, roba da bocciare una matricola al primo esame. E da dove nasce tutto questo?  Dal fatto che vengono cooptati per affiliazione politica perfetti incompetenti dimenticando che in ogni settore per costruire un sistema bisogna averne le competenze.  Solo per fare un esempio: acquistereste un appartamento in uno stabile il cui progettista sia stato scelto per affiliazione politica senza una verifica preventiva della sua competenza in materia? Ecco: Gallera. la Moratti etc. sono esattamente un tipico fulgido esempio della cosa unitamente agli “sgherri” che infestano la regione. Il pesce puzza dalla testa, si usa dire, volendo anche tralasciare episodi di gestione non chiara. se non discutibile. Termino con una considerazione generale.  La delega alle regioni per la sanità è una della maggiori bestialità che sia stata commessa  negli ultimi anni. I cittadini “dovrebbero” essere tutti uguali e ricevere lo stesso identico trattamento indipendentemente dalla regione di appartenenza, con le stesse regole, senza privilegi regionali etc.  Questa dovrebbe essere la regola in situazioni drammatiche come quella attuale, salvo il fatto che per settori specifici e per giustificati motivi le regioni potrebbero essere delegate a surrogare l’azione del governo.  Ma solo in casi specifici, ripeto. La situazione attuale e il caos in cui ci si trova ne è la prova lampante.
(Giovanni Neri –75)

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Una risposta a "Universitari e pandemia – 28 Marzo 2021"

  1. Carlo Borghi ha detto:

    Le aule universitarie sono vuote da quando l’Emilia è in zona rossa. Fino a 20 giorni fa, quando la regione era arancione, le lezioni universitarie erano in presenza con modalità al 50 %.

    Dalla scorsa settimana le vaccinazioni agli universitari sono state sospese.

    Io, che con i miei 70 vado in pensione alla fine di quest’anno accademico, non sono stato vaccinato perché, quando per gli universitari era possibile, l’AstraZeneca era solo fino a 65 anni (mi è stato detto che noi, dai 65 ai 70 saremmo stati vaccinati col turno di tutti quelli con età superiore ai 65). Poi da quando l’AstraZeneca è divenuto un vaccino per tutti, dall’Università non ho più saputo nulla. Attendo che sia possibile prenotarsi per quelli dai 70 ai 75 per farlo.

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