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Digitalizzazione – 23 Gennaio 2021

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Ritorno….

… su questo argomento per motivi professionali e personali. Il governo, i giornali e l’opinione pubblica si riempiono la bocca della parola “digitalizzazione” (in buona parte senza capirne il significato) come una sorta di mantra pronunciando il quale magicamente si ottiene il risultato. I vantaggi della digitalizzazione sono probabilmente più o meno noti a tutti ma sono come la Siberia: tutti sanno dov’é ma nessuno ci vuole andare. A questo tema è dedicata una buona parte dei fondi della “Next generation EU” comunemente noto come “Recovery fund”  (significativa  la differente dizione: da un lato sviluppo, dall’altro aiuto alla situazione disastrosa dell’Italia). In realtà da oltre 20 anni e con leggi approvate (i.e. “Il codice dell’amministrazione digitale”) la digitalizzazione dell’amministrazione (pubblica e privata!) dovrebbe essere all’ordine del giorno ma la realtà è drammaticamente diversa. Di fatto nella larga maggioranza dei casi la firma digitale – uno degli strumenti base della digitalizzazione – non è utilizzata o accettata se non nei casi in cui è stata resa obbligatoria, di fatto solo la firma dei bilanci. Tralascio ricordare come in molti casi lo strumento di firma è lasciato nelle mani di terzi (i.e. commercialisti): di fatto è come lasciare una pistola carica senza capire quali siano le conseguenze drammatiche di un suo uso scorretto.  Ma lasciatemi citare un paio di esempi personali. Come amministratore di una società ho firmato una documento per la società di revisione: mi è stato fatto filtrare che sarebbe stato meglio firmare un PDF. Perché? Ignoranza o pigrizia?  Probabilmente entrambe. Naturalmente mi sono rifiutato e sono curioso di conoscerne le conseguenze (se esistono). Ma più clamoroso è il caso di Lloyd’s Italia (non una società locale ma una istituzione internazionale !). Essendo membro del CdA di Tper ho voluto contrarre un’assicurazione che coprisse tutti i possibili rischi amministrativi (ovviamente non quelli penali _ per questi giustamente e semplicemente non esiste). Per fare questo mi sono rivolto a un broker. Dopo avere debitamente pagato quanto dovuto mi è stato sottoposto il contratto finale che ho firmato digitalmente e spedito per PEC ( per essere sicuro che tutto si svolgesse in modo comprovabile). Ricevo dal broker la risposta che Lloyd’s Italia NON accetta la firma digitale ma solo quella autografa e il broker si è ben guardato di informare Lloyd’s Italia che esercitavo un diritto, quasi rendendosi complice del fatto. Anche in questo caso mi sono rifiutato di ottemperare a una richiesta ingiustificata sotto ogni profilo. Ovviamente di tutta documentazione detengo copia così come dei messaggi PEC ma questa è una  riprova della drammatica situazione da paese da terzo mondo in questo importantissimo settore. Cosa ci si può aspettare dai fondi per la digitalizzazione? Si compreranno migliaia di PC (in larga parte inutilizzati o sottoutilizzati), si istituiranno comitati di (in)esperti, si produrranno infiniti documenti ma senza garantirsi il risultato. Come nel caso dei vaccini Covid contro l’ignoranza e la pigrizia esiste un solo rimedio: l’obbligo con relative sanzioni. Ma i governicchi italiani avranno mai questa determinazione? Lascio a chi legge immaginare la risposta.
(Giovanni Neri –75

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2 risposte a "Digitalizzazione – 23 Gennaio 2021"

  1. Roberto Barilli ha detto:

    ricordo che durante il governo dell’ “Innominato” (siamo nel 2015…) la digitalizzazione del Paese era fra gli impegni presi oltre ad annullare il bancomat della Salerno-Reggio Calabria + altre bizzarrie tipo l’accorpamento fra i Forestali e i Carabinieri o la sprecarizzazione di 100mila insegnanti o di fare pagare a tutti il canone TV. Solo per citare le cose più semplici e percepibili.
    Riporto un piccolo ma molto molto molto significativo stralcio di quello che la digitalizzazione avrebbe consentito secondo il Nostro: “…..una delle conseguenze della digitalizzazione è che l’evasione fiscale sarà ridotta a zero che si può fare con una cosa banale: incrociare i dati”.
    Poi sappiamo tutti come è andata a finire.
    Buona parte della nostra società, più che il Paese, non ne vuole sapere come Lei, meritoriamente ricorda.

    "Mi piace"

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