Herr und Hund – 18 Novembre 2019

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  Per una volta …
....  chiedo scusa se l’argomento è privato. Ho citato il bellissimo racconto di T.Mann (Padrone e cane) avendo casualmente scoperto che è all’esame di molteplici ministeri un DDL per la regolamentazione dell’accesso dei cani agli uffici pubblici, luoghi di culto etc. Voglio subito confessare di avere per molti anni violato la normativa in questione. Mi sono fatto infatti accompagnare all’università dal mio cane Strauss (Richard)

che  durante le mie lezioni rimaneva accucciato buono e silenzioso sotto la mia scrivania. Ora non più essendo molto vecchio e praticamente sempre addormentato. Ma la questione è un’altra: come è possibile che vari  ministeri si occupino di un argomento così secondario mentre lo ius soli, lo ius culturae (per non parlare dell’Argomento con la a maiuscola dell’ILVA) etc. giacciono da anni in attesa di essere presi in considerazione? Non sarà che (come spesso accade) quando c’è una molteplicità di problemi difficili da affrontare si cerca di procrastinare il momento della verità occupandosi di problemi secondari, una sorta di scacciapensieri? Poi naturalmente è del tutto evidente che nel caso dei cani si tratta di distinguere fra quelli pericolosi (spesso lasciati liberi da padroni privi di intelletto) e cani come Strauss che non farebbero male a una mosca. Ma non ci sono già leggi sufficienti ad evitare abusi ed è necessario legiferare specificamente in materia, aggiungendo alle migliaia di “grida” anche argomenti secondari come questo?
PS In Germania – ad esempio – volevo visitare una chiesa cattolica (quelle protestanti sono normalmente chiuse se non nelle ore di culto) e avendo il cane al seguito insieme a mia moglie mi ero accinto a una visita alternata quando un prete che sembrava arcigno e intollerante mi si è avvicinato e mi ha chiesto cosa facevo. Accertata la situazione mi ha spiegato che non c’era alcun motivo di non portare il cane in chiesa (..essendo creatura di Dio). E la stessa cosa è successa in tutti i ristoranti tedeschi che alla mia domanda se potevo mi hanno guardato come se chiedessi se due più due faceva quattro.  Il problema infatti non sono i cani ma i padroni….
(Giovanni Neri)

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4 risposte a "Herr und Hund – 18 Novembre 2019"

  1. sandrafesti ha detto:

    Non sono proprietaria di cane, nè di altri animali, per ragioni di igiene. Per la stessa ragione, rimpiango il recente periodo in cui, all’ esterno dei negozi di alimentari, nelle farmacie e nei bar, era esposto il cartello :”Io aspetto fuori” unitamente all’ immagine di un cagnolino. Poi, poco a poco, i cani sono cresciuti, anche di dimensioni, e il lassismo ha vinto sull’ igiene.
    Non sono d’ accordo.

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  2. Rambomax ha detto:

    Tremo all’idea di un DDL che cerca di regolamentare l’accesso dei cani agli uffici pubblici. Al di là del fatto che, personalmente, si possa essere o meno d’accordo sul fatto, dubito che i nostri legislatori sarebbero in grado di mettere insieme un testo sensato; se provano a pubblicare un DDL in tal senso, ci garantiscono qualche anno di barzellette. Partiranno con la definizione di animale domestico, oppure, più in generale, di animale, da cui però dovranno escludere, da un lato, i sapiens, dall’altro i batteri (se qualcuno pensa che dare una definizione in un DL non sia poi troppo difficile, può leggersi la definizione di curva che stava all’inizio di una passata versione del codice della strada: era una roba che nemmeno un esperto di topologia algebrica in fase etilica riuscirebbe a mettere insieme). I legislatori sbaglieranno qualcosa anche nella definizione di luogo di culto, e così qualche padano estremista entrerà in una sinagoga o una moschea con un maiale al guinzaglio dicendo che la legge non lo proibisce. Per estensione, sono un posto pubblico anche i treni; se viaggio con tutta la famiglia e ho un cane, lo metto sul tetto del vagone? Anni fa vidi che la passeggera seduta in treno di fronte a me aveva un normale sacchetto della spesa con dentro un serpente (vivo) abbastanza grossetto; pareva alquanto torpido, ma sarebbe stato interessante vedere cosa sarebbe successo se il serpente avesse deciso di farsi un giro per il vagone. Concordo ovviamente che il problema sta, più spesso che no, nei padroni: poco tempo fa una famigliola di cretini che veniva ad assistere alla laurea del figlio si è presentata col cane; manco a dirlo, stante l’affollamento tipico di una sessione di laurea, il cane si è innervosito e ha cominciato ad abbaiare, e c’è voluto del bello e del buono per convincerli ad allontanarsi.

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