L’Euro e l’Italia – 6 maggio 2019

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Camicia di forza o …….salvagente ?……….

….All’Europa e all’Euro vengono fatti risalire tutti i problemi e i mali nazionali. Si dimentica che gli accordi europei, che abbiamo sottoscritto, hanno salvato il nostro Paese in momenti in cui abbiamo rischiato molto e, ancora oggi, costituiscono l’unico baluardo di difesa che ci protegge sia da operazioni speculative della finanza internazionale sia da decisioni politiche miopi e populistiche.   Verso la fine degli anni ’70, a seguito delle svalutazioni monetarie della lira, l’inflazione era del 22% e i tassi di interesse del 15%; solo l’adesione allo SME -Sistema Monetario Europeo- con l’accettazione di politiche monetarie comuni, consentì di riportare gli indicatori economici ad un livello accettabile, anche se i continui deficit annuali di bilancio hanno fatto crescere in modo impressionante il debito pubblico; dal 1981 al 1994 esso passò dal 59% al 118% del PIL.  Per superare questo ostacolo allo sviluppo l’Italia nel 1995 sottoscrisse il Trattato di Maastricht la cui osservanza le consentì di entrare nel 1999 nell’Unione Economica e Monetaria e la nostra moneta divenne l’Euro. Grazie al rigore adottato nei primi anni e alla riduzione dei tassi di interesse, il debito iniziò a diminuire e se il risanamento fosse stato perseguito con determinazione il suo peso nel 2007 avrebbe raggiunto un livello che ci avrebbe consentito di affrontare senza patemi la crisi del 2009. Le cose andarono diversamente e oggi il debito pubblico nazionale supera i 2.360 miliardi di euro -130% del PIL- e gli interessi relativi assorbono gran parte delle risorse, che potrebbero essere impiegate per interventi strutturali e sociali. L’euro ci ha protetto e ci protegge dalle turbolenze finanziarie che, data l’entità del debito, sarebbero disastrose; per contro ci ha limitato l’autonomia imponendoci regole concordate con i partner europei. La svalutazione della moneta e la spesa pubblica, tanto care ai nostri politici, nell’immediato possono anche dare benessere ma a lungo andare portano al declino del paese.

Quanto sopra è una sintesi curata dall’amico Andrea Zanoni degli argomenti trattati in modo più autorevole e dettagliato da Saccomanni in un breve saggio disponibile al link https://www.firstonline.info/saccomanni-perche-allitalia-conviene-stare-in-europa/

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2 risposte a "L’Euro e l’Italia – 6 maggio 2019"

  1. susannabacci ha detto:

    non si può che essere d’accordo con quel che scrive Saccomanni, Per coloro che partecipano a questo blog credo che i dati e i passaggi che ci hanno accompagnato all’ oggi siano conosciuti, quel che non mi è chiaro è se questo blog arrivi a chi non sia già convinto

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    • La sua ridotta diffusione è il limite (purtroppo) dell’iniziativa, a cui però è difficile dare soluzione. A Calenda abbiamo chiesto un “endorsement” proprio nello spirito di costituire comitati di supporto. Questo è un comitato “virtuale” che a tutt’oggi conta ufficialmente 77 iscritti. Purtroppo molti dei lettori per pigrizia (o per altri motivi meno nobili) non si iscrivono ma questo è lo specchio dell’Italia pigra che subisce passivamente un regime nella convinzione che “a da passa’ ‘a nuttata” dimenticando che questo fu l’atteggiamento attendista che nel 1922 e nel 1933 permise rispettivamente ai fascisti e ai nazisti di prendere il potere con le conseguenze che conosciamo.

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