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Brexit – 22 Settembre 2018

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… assistetti al dibattito sulla BBC fra Brexiters e Remainers non ebbi alcun dubbio che lo sciagurato referendum voluto da David Cameron, un politico così ridicolo che non gli avrei affidato neppure il compito di andare ad acquistare il pane, avrebbe avuto un esito sicuro: l’UK sarebbe rimasta nella unione europea. Troppe e grossolane erano le bugie dei Brexiters capeggiate da quell’energumeno di Bojo (nickname per Boris Johnson) e dall’impostore  Nigel Farage (scomparso dalla scena politica dopo il misfatto ma ancora parlamentare europo – pecunia non olet), panzane di un futuro luminoso per l’isola liberata dalle pastoie europee. Poi l’impossibile si avverò. Dopo due anni di wheeling-dealing la premier Theresa May è in un vicolo cieco, priva dell’autorità per prendere decisioni finali ma anche incapace di un atteggiamento risoluto nei confronti dei suoi avversari tories. In una situazione in cui il partito di opposizione ha un atteggiamento ondivago ed eccessivamente cauto, capeggiato da un leader il cui prestigio è fortemente scosso da un passato massimalista e scandali odierni (l’antisemtismo latente). La realtà è che tutte le stime indicano per il regno unito un futuro bleak con un drammatico calo economico, già sottolineato dal trasloco di molte importanti aziende. Per non parlare del rischio gravissimo del riacutizzarsi della crisi irlandese sopita dal patto di Pasqua che aveva risolto almeno in parte la guerra di religione dell’Ulster.  Ora una larga parte dell’opinione pubblica inglese, quella che fu truffata dai Brexiters ha aperto gli occhi e richiede un nuovo referendum per tentare di arginare le catastrofiche conseguenze di una decisione presa da un elettorato abbindolato da ciarlatani che non capiva per cosa stava votando (dice niente?). Un referendum che per il momento non sembra alle porte per lo stalemate della politica inglese che si avvia a una catastrofe prevista ma apparentemente inevitabile. Ecco: il caso inglese dovrebbe insegnare molto a chi crede che in Italia un avvenire radioso sia alle porte, che un paradiso economico sia a portata di mano, che scimmiottando gli inglesi si garantisca un futuro da paese del bengodi. L’unione europea (pur nel suo malandato stato di forma), l’euro e la caduta delle barriere hanno garantito all’Italia una relativa stabilità, una sopravvivenza anche nel tumulto della crisi economica  e molti decenni di pace, un periodo mai così lungo senza guerre nella storia del paese. Forse sarebbe bene riflettere su tutto questo, e non seguire l’energumeno che scimmiotta BoJo e Farage,  che, guarda caso, adesso ha stretto un patto con l’eroe “fondotintato” del bunga-bunga che ha rovinato l’Italia.  Nella ridicola inconsistenza del giovin signore che pare il protagonista del “me ne ha date ma gliene ho dette“. Al peggio non c’è confine : vogliamo renderci conto che  è questo che la democrazia malata nel suo stato attuale ci riserva?
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3 risposte a "Brexit – 22 Settembre 2018"

  1. Sandra Festi ha detto:

    Complimenti per questo blog, preciso e intelligente. Purtroppo le Alpi hanno sempre impedito agli italiani di vedere cosa succede oltre i confini. Col reddito di cittadinanza veniamo inchiodati al palo dei nani da circo.
    Sandra Festi.

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  2. Carlo Angelo Borghi ha detto:

    Ma…
    Non riesco a capire come la maggioranza degli italiani credano a quei due. Uno, hai ragione tu, è un energumeno (mi pare però scaltro), l’altro meno qualificato ma solo interessato a rimanere a galla (costi quel che costi). Ed il presidente? C’è da vergogno ad essere professore universitario. Comunque anch’io come te temo e tremo per l’Europa. Anche in altri paesi dell’Europa ci sono i Salvini di turno e fra poco ci saranno le elezioni. Come te sono convinto di essere stato molto fortunato ad aver vissuo in questi anni senza guerre grazie all’Europa. Qui vicino, dove l’Europa ancora non c’era, ci sono state guerre orribili (vedi la Iugoslavia).
    In Italia tuttavia mi pare che l’opposizione abbia fatto di tutto per giungere a questo risultato. C’è da rimpiangere la DC.
    Carlo Borghi

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