Spigolature

Che fare? – 10-11 Giugno 2018

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Il titolo di un famoso libro di Lenin

è quantomai attuale in presenza di un nuovo fascismo che sta facendo sprofondare l’Italia in un baratro di autoritarismo, ignoranza, avventurismo economico e quanto di più ignobile si può immaginare. E questo dopo il fascismo del XX secolo, il nazismo, la seconda guerra mondiale, l’olocausto e tutto ciò che ne è conseguito. E per favore non mi si dica che questa è la democrazia: qualcuno vuole gentilmente ricordarsi che nazismo e fascismo ricevettero un quasi plebiscitario sostegno elettorale in base al quale legittimarono la creazione della dittatura? Ora naturalmente insorgeranno i discettatori della spaccatura del capello affermando che non si possono comparare i periodi, che il contesto è diverso etc. etc. Tutto vero ma il problema è che il risultato è il medesimo. L’Italia sta a grandi passi allontanandosi dall’Europa, avvicinandosi a paesi ignobili e razzisti come Ungheria e Polonia che succhiano risorse a man bassa dall’EU senza rispettarene le regole grazie a un regolamente demenziale che richiede per le azioni concrete l’unanimità (si è mai visto un paese che vota contro sé stesso?) e grazie alle scelte che risultano sempre più demenziali di quel guru di Prodi cui, per qualche oscuro motivo, nessuno rimprovera mai i terribili errori commessi. Tipico esempio di intoccabile. Ora a mio giudizio è compito di coloro che a questa deriva vogliono opporsi ipotizzare azioni concrete che purtroppo l’unico partito di opposizione (è tale?)  non è in grado di imbastire, impegnato come si trova a guardarsi l’ombelico e a gestire vergognose faide interne aiutato in questo dal quel microbo “duro e puro” di LeU, un’escrescenza che non si vergogna neppure del recente ridicolo risultato elelttorale (ma si sa, per ammettere una sconfitta ci vorrebbe quel minimo di cervello che Orlando & company hanno smarrito, se mai l’hanno avuto). Bertoldo ha ricominciato a pubblicare posts proprio nello spirito di attivare un dibattito e raccogliere suggerimenti. Avrei una piccola idea, per la quale vorrei ascoltare il parere dei lettori. Una iscrizione in massa  di tutti coloro che condividono la mia idea a una stessa sezione (non so neppure se chiama così) del PD (turandosi il naso, ma se ci si deve sporcare le mani non si può sperare di odorare Chanel 5), costituire un nucleo in grado di farsi progressivamente sentire e cominciare una lunga traversata del deserto sperando di raccogliere via via le adesioni di coloro che la pensano allo stesso modo. I limiti e i rischi di una operazione di questo genere mi sono chiarissimi e quindi potete risparmiarvi – se potete – i vari distinguo rimboccandovi al contempo le maniche in nome di ideali che non possono essere spariti. Aspetto commenti e suggerimenti e -per chi condivide – la propagazione della proposta. (Il post doveva essere pubblicato domani ma il senso di urgenza mi spinge a anticiparne l’uscita).
Molti dei miei (rarefatti) lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla), che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” nel riquadro in neretto sopra ogni post e che permette di ricevere un messaggio email ogni nuovo post pubblicato.
N.B. Bertoldo é ospitato in un sito WordPress  gratuito. Pertanto ha uno spazio limitato ed é per questo che sono obbligato a chiedere che i commenti siano limitati a poche parole altrimenti saranno automaticamente cassati. Grazie per la vostra comprensione.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. I commenti sono sempre accettati a meno che non contengano frasi ingiuriose o inaccettabili ma il fatto che siano accettati non significa affatto che riflettano la mia opinione.

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    NB: leggete anche i commenti ai posts selezionando il bottone “commenti” sulla sinistra del post. Talvolta sono persino più interessanti del post stesso!!! 
PS  Vorrei ringraziare tutti coloro che inseriscono commenti  ai posts utilizzanndo l’opzione “Lascia un commento”  (o “commenti” se ne sono già stati inseriti) prevista nella sezione sinistra (o prima del testo per schermi ridotti come i tablets) dei posts stessi affinché tutti possano leggerli.  Il dibattito è sempre interessante per tutti…..grazie (i commenti, per essere pubblicati, debbono recare nome, cognome e email)!!

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2 risposte a "Che fare? – 10-11 Giugno 2018"

  1. Massimo Rudan ha detto:

    Perché iscriversi al PD? Ammesso che le sezioni si chiamino così, in una sezione mi aspetto di trovare i ligi e grigi, oppure persone alquanto sfiduciate. Molti di quelli che abitano a Modena sanno che da almeno due anni è in corso contro il PD una furibonda polemica su questioni edilizie: da una parte ci sono quelli dell'”apparato”, che hanno deciso che delle inutili palazzine vanno edificate a tutti i costi e sono arrivati a insultare i cittadini che magari votano PD, ma rifiutano di allinearsi; dall’altra ci sono gli elettori del PD che rifiutano di allinearsi, ma sono straziati perché capiscono che quello che ritenevano un partito infallibile, granitico e giusto, in realtà è ridotto a un guscio vuoto con annesso comitato di affari, e purtroppo non trovano il coraggio di smettere di votarlo perché sentirebbero ciò come un tradimento.

    La mia condizione di pendolare automunito mi concede un paio d’ore al giorno di Radio radicale, che è un ascolto sicuramente migliore di quello delle altre stazioni, provare per credere. Ci si potrebbe iscrivere nei Radicali, sicuramente non tutto ciò che dicono è condivisibile, ma quanto meno sembrano più vispi di quegli altri, e a memoria mia non ricordo che siano stati coinvolti in casi di corruzione (attenzione, non parlo di quelli della Bonino, che con alcuni altri è uscita dopo la morte di Pannella, parlo di quelli di Rita Bernardini).

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    • Una “sezione” (o come si chiama ora – sono della vecchia guardia e uso termini probabilmente erronei al momento) era solo un’ipotesi di punto di aggregazione e proprio nella confusione ci sarebbe spazio per un nucleo in grado di orientare (o meglio cominciare a orientare) un partito che sarà pure dilaniato ma la cui consistenza elettorale non è neppure comparabile a quella radicale. La mia non è (meglio gà dire era) una operazione velleitaria di alcune anime nobili per un cenacolo di dibattito ma una sorta di tentativo di “palazzo d’inverno” per orientare se non scalare i vertici del partito e dimostrare che c’è ancora chi crede in una sinistra valida come tale. Ma proprio dal tuo intervento – nobile ma di fatto contrario alla mia ipotesi – capisco che le operazioni idealistiche hanno le gambe corte o meglio non hanno gambe. Intanto i fascisti, gli energumeni, gli ignoranti, i populisti insomma, la fanno da padroni e spingono l’Italia e il mondo verso un baratro cui da tu ed io – da bravi universitari – assisteremo imbelli, pronti a discettarne sulle cause senza sporcarci le mani. Con tutto il rispetto delle opinioni diverse dalle mie, da bravo democratico universitario.

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