Spigolature

C’era una volta… – 4 Dicembre 2017

 

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C’era una volta il rispetto rigoroso delle istituzioni e dei ruoli che al loro interno venivano rivestiti. In particolare ciò valeva per la seconda carica dello stato per la quale l’imparzialità era la regola aurea non trasgredibile. Oggi il fosso è stato saltato con una candidatura dell’esimio Grasso a capo di un costituendo partito che riunisce (forse) tutte la costellazione variegata di partitini alla sinistra del PD con personaggi del calibro di Fratoianni (no comment), di Civati (il nulla che avanza), di D’Alema (il rancore fatto persona), di Bersani (pietà umana mi impedisce di darne una definizione) etc. (Ma Rizzo dov’è finito? Forse ha perso l’indirizzo della convention o ha sbagliato strada?) Una sorta di corte dei miracoli che ha cercato un re travicello per tentare di riunirsi sotto un’unica egida per potere poi sciogliersi al primo alito di vento. Ma mentre è del tutto normale che i partiti indichino e votino candidati alle massime cariche dello stato è inconcepibile che una carica diventi esponente prioritaria di un settore delle forze politiche. Con questo vulnus potremmo anche aspettarci che Mattarella (che si trova solo un gradino – uno solo – più in alto del presidente del senato) formi un suo partito e ne diventi il segretario. Gridare al bassissimo impero, alla sete di potere, all’individualismo e a tutti i i difetti che si possono immaginare sarebbe quasi pleonastico. Ma all’esimio è mai venuto in mente che nel momento in cui iniziava a fare politica attiva un minimo di dignità istituzionale avrebbe dovuto imporgli le dimissioni da presidente del senato? No, si tiene la carica e i relativi privilegi e nel contempo la utilizza a fini di lotta politica. Vedremo il presidente del senato partecipare a talk shows politici, fare appelli al voto, infamare gli avversari (come è costume ormai vigente dei politici)? E in caso di problemi di salute chiamerà Mattarella a sostituirlo?  Ecco dopo il “bunga bunga” e tutto il corollario di infami esibizioni (cui nessun politico, onestamente, si sottrae) dovremo aggiungere anche questo tassello alla perdita di prestigio internazionale dell’Italia? Grazie, esimio.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. I commenti sono sempre accettati a meno che non contengano frasi ingiuriose o inaccettabili ma il fatto che siano accettati non significa affatto che riflettano la mia opinione.
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8 thoughts on “C’era una volta… – 4 Dicembre 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Tutta l’ Europa sta purtroppo virando verso l’ ultradestra a causa della gestione dell’ immigrazione: del tutto prevedibile e previsto: anzi, accuratamente apparecchiato.
    Da parte della “sinistra”, ormai tutt’uno con le forze cattoliche e prima forza al servizio del globalismo ( Cristianesimo ed Islam sono globali per statuto), si traccheggia sperando che i cittadini si abituino al fenomeno ed accettino come normale il continuo, ossessivo ed onnipresente ricorso alla carità, anzi alla questua ( nei fatti la privatizzazione anche dei bisogni primari) in sostituzione dei diritti; sul modello del turbocapitalismo statunitense, dimenticando la diversità dell’ Europa nata dalle idee laiche ed egualitarie dell’ Illuminismo. Insomma il ritorno vincente della presunta “bontà” privata al posto del “cattivo pubblico che ruba e non funziona”.

    Qui si voleva arrivare e qui si è arrivati. Tutto il resto, “nuove forze politiche” in comprese, è fuffa. I grandi giochi del globalismo geopolitico e finanziario si fanno altrove, ai nostri opportunamente scelti e “nominati” rappresentanti solo il compito di portarci inconsapevolmente alla meta: le vie dell’ Inferno sono sempre state lastricate di buone intenzioni, da parte dei gonzi, ovviamente…

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  2. Massimo Rudan ha detto:

    Concordo: contestualmente alla “discesa in campo”, Grasso si sarebbe dovuto dimettere. Ragioni ne avrebbe avute; ad esempio, i continui voti di fiducia imposti dal filotto Renzi-Gentiloni, che sono stati 2 al mese, un ritmo doppio sia di quello di Berlusconi che di Letta (solo Monti è arrivato a 3 al mese, ma secondo me i voti di fiducia glieli imponevano quelli dei partiti per non far vedere come avrebbero votato). Oltretutto, il discorso di Grasso, o quanto meno la parte che è stata trasmessa dai telegiornali, è stato insopportabimente trito. Ha ragione Davigo: i magistrati sono persone il cui lavoro impone di seguire le regole senza preoccuparsi se l’esito delle loro azioni genera consenso; non mai dovrebbero trasformarsi in politici, perché, quando ci provano, la loro ricerca di consenso suona come una campana rotta. Peraltro, al minimo dissenso con D’Alema, Grasso si troverà a malpartito, e per evitare di essere la causa di spaccature potrebbe ritirarsi a vita privata.

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  3. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Qualcuno pensa che la “discesa in campo” di Grasso cambierà qualcosa? Ora si esulta per la sala piena, in realtà sono sempre i soliti che girano…

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  4. Roberto Barilli ha detto:

    Concordo anch’io anche se ci vuole poco a farlo.
    È incredibile che uno come Grasso, con il suo passato, non se ne curi.
    Del resto è degno rappresentante della compagne che capeggia.
    Ma un aspetto positivo almeno è stato raggiunto: Pisapia è riuscito a sfilarsi da quell’abbraccio mortale che Giovanni Neri ha puntualmente indicato: D’Alema, Bersani, Fratoianni, Civati, ecc ecc , (Speranza compreso anche se non citato)

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  5. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Io penso che tutto il nostro stupore nasca dal fatto che, spinti dalla propaganda e dalla nostra granitica speranza, immaginiamo il potere anche come una presa di responsabilità tra gentiluomini ( pardon,anche gentildonne…).
    Io sono disillusa da un bel pezzo: chi arriva in alto ci arriva esclusivamente perchè è utile a poteri transnazionali, grazie ad una strada spianata da altri e una volta sulla sedia fa di tutto per rimanerci e far accomodare l’ intero parentado. Non importa quanto e cosa costi al Paese. Se non fossero antropologicamente così non sarebbero lì. Tutti.
    Anche i “commentatori” – meglio i corifei – seguono la stessa strada. Ricordo benissimo che alla nascita del governo Monti un famoso costituzionalista considerato “di sinistra” scrisse sul Corrierone che il Presidente del Consiglio rappresentava l’ ideale del re filosofo di Platone.
    Sembrandomi una enormità ad uso e consumo di un popolo che in Filosofia non è mai stato troppo bravo e che bene che andasse dimenticava ogni cosa a fine Giugno, gli scrissi facendogli gentilmente notare la sua esagerazione. Mi rispose tutto piccato dicendo che ognuno scrive ciò che crede.
    Appunto.

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