Spigolature

Il giornalista – 17 Novembre 2017

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Per qualche oscuro motivo è il campione dei giornalisti presenti al talk show della Gruber. Volto solo parzialmente sbarbato, postura leggermente inclinata, sguardo severo di chi sa di essere superiore, orientamento politico incerto, distribuisce a destra e a manca giudizi “impietosi” con la sicurezza di non essere mai contraddetto dalla conduttrice e di trovarsi – come si dice  – “nella sua manica”. Non ha idee specifiche ma è sempre “contro” qualunque sia l’interlocutore  che tratta in maniera supponente come chi “sa” sapendo che l’interlocutore “non sa” e deve essere istruito dopo che redarguito. Mai una volta che gli sia sentita una proposta; solo valutazioni negative e reprimende senza che sia dato di sapere quale è il metro (se esiste) di giudizio. E’ esattamente quello che si definirebbe il qualunquismo in campo giornalistico: giocare di rimando, non esporsi e guadagnarsi la prossima chiamata al talk show vivacchiando senza rischiare ma facendo la figura del saccente, come se ne avessimo bisogno. Ma – chiedo io – non sarebbe molto meglio avere come interlocutori regolari un Cazzullo un Folli, un Tranvalli?  Mmh: mi sa tanto che il motivo sia che questi giornalisti seri – a differenza del nostro – non sono interessati assolutamente a fare la foglia di fico della Gruber.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. I commenti sono sempre accettati a meno che non contengano frasi ingiuriose o inaccettabili ma il fatto che siano accettati non significa affatto che riflettano la mia opinione.
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4 thoughts on “Il giornalista – 17 Novembre 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Eppure…
    Questo piccolo misunderstanding è estremamente rivelatore: ciascuno di noi ha il proprio “mondo” che immagina condiviso. Ed invece non è così, ciò che a volte ci sembra platealealmente condiviso data la nostra frequentazione con l’ oggetto – o il soggetto – ad altri è pressochè sconosciuto. Questo riguarda tutti noi ed è dato dalla diversità dei nostri interessi, del nostro modo di vivere.
    Veramente non ho idea di chi sia il giornalista. Non guardo la Gruber e poco la TV.
    Non ha molta importanza, comunque, data la scarsa autorevolezza dei “attori” in quel campo…Anche loro, come i politici, cambiano “opinione” a seconda degli interessi degli Editori che li pagano.

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    • Roberto Barilli ha detto:

      Effettivamente anch’io non guardo la Gruber e quindi non saprei identificare proprio ‘quel’ giornalista.
      Ma il ragionamento del Prof. è ineccepibile: ogni spettacolo che si rispetti ha una sua propria (aggiuntivo …..) regia.
      E la trasmissione in discorso non fa eccezione.
      E poi bisogna dire anche che, stando a quello che si sente dire in giro, la Gruber si colloca fra le migliori……..

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