Spigolature

Bologna e il suo prefetto – 16 Novembre 2017

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Dunque: una troupe di “striscia la notizia” viene avvicinata a Bologna nel “parco” della montagnola e le vengono offerte droga e armi. Al probabile rifiuto scatta l’aggressione con conseguente furto delle telecamere. Tutto regolare? Ebbene sì alla Montagnola come in piazza Verdi (e in altre zone degradate) nella tanto celebrata Bologna del buon vivere la fanno da padroni i malviventi da lunghissimo tempo. Una novità? Assolutamente no, come sanno tutti gli abitanti ormai abituati a evitare sopratutto di sera le succitate zone. E adesso il prefetto, con la rapidità del fulmine, dichiara che saranno prese le opportune misure (le dichiarazioni sono sempre rapide e ad effetto, le misure promesse molto meno!). E’ difficile sperare ma tant’è. Ma la domanda che si pone chiunque: forse che il nostro fino a ieri non sapeva? E se vi sono misure opportune cosa ha aspettato a prenderle visto che la cosa è da lungo risaputa da tutti? Ecco è questo che sconvolge, scoprire la “pigrizia” e l’indifferenza con cui le istituzioni si disinteressano di aree diventate off limits per i normali cittadini. Tornare su piazza Verdi è persino noioso ma questi tipi di problemi vanno affrontati con immediatezza manu militari  (e con questo intendo anche l’esercito!) e nel contempo vanno prese quelle misure di sviluppo del territorio che sole possono garantire nel lungo periodo la trasformazione auspicata. Ma hic et nunc  sono le misure repressive che vanno attuate senza se e senza ma e se qualche anima bella obietta – in cerca di facile notorietà e voti – ufficialmente in nome di un non meglio precisato motivo libertario (ricordo solo le puerili obiezioni della Frascaroli allo sgombero di edifici e locali abusivamente occupati – qualcuno si ricorda dell’aula V della facoltà di Scienze Politiche o del “collettivo Bartleby?) gli va ricordato che la libertà dei singoli ha come limite la difesa della libertà degli altri e che la libertà non contempla anche la libertà di delinquere. Insomma basta una volta per tutte, non vogliamo diventare come alcune ben note grandi città – soprattutto del continente americano – che in alcune loro zone hanno visto la rinuncia della legge a imporsi. Bologna non può diventare la  Chicago degli anni 30 (e anche adesso non è meglio).
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. I commenti sono sempre accettati a meno che non contengano frasi ingiuriose o inaccettabili ma il fatto che siano accettati non significa affatto che riflettano la mia opinione.
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6 thoughts on “Bologna e il suo prefetto – 16 Novembre 2017

  1. Sandra Festi ha detto:

    A proposito dell’ episodio della Montagnola,mi permetto di osservate che il prefetto si è mosso perchè c’ è stata una denuncia. Senza una denuncia il prefetto non può muoversi. Bisogna denunciare, ma spesso i cittadini preferiscono subire, e poi mugugnare
    Sandra Festi.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Mi pare che, sui media, sia passato pressoché sotto silenzio ( o normale amministrazione?) il fatto che in Montagnola (c’è anche l’ asilo!!!) vengano proposte a chiunque anche armi, persino mitra. In un momento in cui si stigmatizza in ogni dove la libera vendita delle armi in US, qui basta farsi due passi in pieno centro.
    Anche i sassi sanno di questo commercio fuorilegge, che si è esteso ormai dovunque: furti, scippi, spaccio, vendita di merci rubate o contraffatte sotto i portici di via Indipendenza, parcheggiatori abusivi e minacciosi, mendicità molesta persino tra il traffico ai semafori ( se per caso ne urti uno sei finito, ma tant’è…nessun vigile da quelle parti…), prostitute e trans praticamente nude in pieno giorno (farsi un giretto dalle parti del Centro Borgo…).
    I cittadini ormai non denunciano neppure più ( quante denunce inevase, proteste, fiaccolate, per Piazza Verdi?), una inutile perdita di tempo, una beffa : i traffici della malavita fanno ormai parte del PIL, tutti soldi che girano…
    Tra l’ altro, se spostati dalla Montagnola, i cosiddetti “richiedenti asilo” – questi si usano, sapendoli nei fatti intoccabili – si sposteranno da qualche altra parte, continuando indisturbati il loro traffici … Cambiando l’ ordine degli addendi…
    Proprio qui si voleva arrivare: il muro di gomma delle istituzioni serve proprio per umiliare i cittadini e farli desistere da ogni iniziativa. Come nota il Professore, in caso di proteste di lavoratori il Prefetto si muove, ed alla svelta, manganelli alla mano…
    Il mondo alla rovescia.

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  3. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Leggo solo ora la sua risposta del 14, Professore: anche questa volta mi sono dilungata. I suoi commenti toccano temi complessi per i quali non è facile limitarsi ad un “sono d’ accordo” oppure “non sono d’ accordo”. Lo so che in Rete (come dovunque, ormai…) va di moda la semplificazione: evidentemente non sono un “tipo” da blog…

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  4. Roberto Barilli ha detto:

    Sul fatto che il Prefetto (e sotto di lui il Questore) siano titolari e responsabili della sicurezza in città non ci piove.
    Certo in collaborazione con i VigiliUrbani del Comune ma sempre in posizione di preminenza rispetto a questi ultimi.
    È difficile capire perché non vengono assunte iniziative più incisive dal Prefetto e dal suo sottoposto il Questore.

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