Spigolature

Un argomento (molto) difficile – 5 Novembre 2017

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Metto le mani avanti: appartengo a quella categoria di uomini che del rispetto della donna fanno il proprio credo per cultura e per esperienza. Insomma il famigerato “vis grata puellae” mi è assolutamente e intrinsecamente  antitetico. Eppure debbo dire ehe alcune delle miriadi di denunce di aggressioni sessuali che oggi popolano i giornali mi lasciano qualche volta perplesso e che potrebbero (uso volutamente il condizionale) apparire un tentativo di farsi facile pubblicità a scapito di personaggi famosi (possibile che non ce ne sia uno, dico uno,  che si sia rifiutato di sfruttare la propria posizione per vantaggi sessuali?). Va da sé che non parlo di casi palesi, acclarati e scellerati come quelli di Weinstein così come di molti altri casi che rasentano (quando non costituiscono) di fatto lo stupro ma di quei casi al limite fra il corteggiamento e la timida avance (che comunque costituisce oggi un rischio) nei quali stabilire quale sia il confine preciso fra lecito e illecito è praticamente impossibile anche perché i segnali che provengono dalla controparte possono essere spesso contraddittori e di difficile interpretazione. Personalmente non credo che sia opportuno dotare la donna di un semaforo verde/rosso anche perché questo toglierebbe quel sottile fascino del rischio che è insito in ogni corteggiamento e che può spesso risolversi in una cocente delusione. Sono convinto che una società ingessata in regole stupidamente e astrattamente puritane dove tutto è codificato (ricordo che nei codici di comportamento degli uffici pubblici americani è persino proibito fare un complimento, anche per un vestito!) venga a mancare un elemento di importante valore. Il complimento, spesso privo di secondi fini, è o no un piacere per chi lo fa e chi lo riceve?
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. I commenti sono sempre accettati a meno che non contengano frasi ingiuriose o inaccettabili ma il fatto che siano accettati non significa affatto che riflettano la mia opinione.
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5 thoughts on “Un argomento (molto) difficile – 5 Novembre 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Vogliamo avere il coraggio di dire che ( purtroppo…) si sta scoprendo, farisaicamente, l’ acqua calda? E che, dopo questa improvvisa e strumentale resa dei conti ( in tutti i sensi…) tutto continuerà come sempre, come prima?
    E, come sempre succede con lo sfruttamento del politicamente corretto, per sua natura iperpopulista, i “denunciati” ( sui media) sono già colpevoli a prescindere, quindi carriere stroncate assai spesso senza uno straccio di prova a vantaggio di altri in attesa di scipparne il posto ed i privilegi. E che le tardive “denuncianti” , spesso arricchitesi grazie al “misfatto”, ottengono spazi mediatici da tempo insperati. E che l’ argomento pruriginoso lungi dal risolvere alcunché nel merito è utile per suscitare l’ ennesimo pro/contro e distrarre da altri e ben noti guai. Che la maggior parte dei processi, ammesso e non concesso che vengano istituiti si concluderà con un nulla di fatto?

    Le assicuro, Professore che ogni donna che si vesta o comporti in maniera (moderatamente) provocante – tutte lo abbiamo fatto o lo facciamo, qualche volta, in gioventù: qualcuna persevera anche con gli anni, ma il risultato è opposto… – non lo fa per “star bene con sé stessa”, ma per farsi guardare dai maschietti (ed invidiare dalle amiche : ma la genesi è la medesima). Trattasi di biologia ed evoluzionismo: per procreare occorre “acchiappare” e tenersi il maschietto per un congruo periodo di tempo, dato che la nostra specie partorisce figli inetti e bisognosi di accudimento per anni. Occorre quindi “sfidare” e diffidare di ogni altra donna che provi a sottrarre, alla bisognosa nuova famigliola, la fonte di sostentamento.
    E se la “fonte di sostentamento” è sostanziosa…
    La seduzione come fitness, dunque, che come si sa è “numerica”.
    Ma anche i maschietti non sono da meno: molto difficile che abbiano amanti o seconde/terze mogli bruttine ed anzianotte; insomma, si lasciano acchiappare, scambiando per fascino quello che in realtà è il proprio conto in banca. Insomma, anche i maschietti vengono assai spesso “molestati” per ottenere qualcosa, ma dato che le femminucce sono assai più felpate nell’ impresa ( per le necessità di cui sopra), gli fanno credere che la battaglia l’ abbia iniziata e vinta lui…
    Non si crucci, quindi: ogni donna si aspetta di essere educatamente “apprezzata”. In caso contrario ogni donna sa bene come mettere a posto ogni apprezzamento o proposta sgradita. A meno che non decida di approfittarne. Ma in questo caso diventa complice del “crimine” che tardivamente ora denuncia.
    A meno che non ci sia violenza, ovviamente : ma non è di questo che stiamo parlando.

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    • Posso dire che il suo „parlar m‘è duro“? Non credo che perchè un argomento é controverso e scabroso non si debba affrontarlo. In fondo la prova è che due commenti due opinioni diverse. Io non ho mai avuto paura di esprimere le mie opinioni e non vedo perché non dovrei farlo in questo caso. Il blog non si autocensura, pronto alle critiche, anche le più dure

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  2. Roberto Barilli ha detto:

    concordo totalmente con il Prof. e ci aggiungo anche qualche cosa in più: le critiche a Weinstein, per quanto mi riguarda, le trovo molto molto sospette e poco hanno a che vedere con le molestie propriamente dette e certamente non sollecitate e nemmeno lontanamente incoraggiate di cui non sto a fare esempi tanto le cronache e i racconti o le cronache ci consegnano.
    Interessante e anche spiritoso il punto di vista della signora Marcucci che apre orizzonti conosciuti, è vero, ma che sul punto offrono sempre qualche spunto in più.

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