Spigolature

La violetera again – 22 Luglio 2017

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Prima di pubblicare il post di oggi avevo opportunamente aperto l’ombrello aspettandomi una pioggia di commenti contrari e risentiti. In realtà ne ho ricevuto uno solo ufficiale (un po’ astioso) e una precisazione telefonica molto amichevole. Meno, molto meno del previsto forse anche grazie al fatto che molti “followers” sono già in vacanza o molto più semplicemente non interessati a commentare. Al di là di una contumelia più o meno velata rivoltami mi preme dibattere il fatto dell’ammissione nella UE di Polonia e Ungheria, la vergogna dell’europa insieme ai cechi. Nessuno imputa direttamente lo sconsiderato allargamento della UE unicamente a Prodi ma come sempre quando c’è una responsabilità essa viene giustamente imputata ai vertici e di sicuro non si può neppure affermare che Prodi fosse personalmente contrario (Berlusconi ipotizzò addirittura un’entrata della Russia nella UE coprendo l’Italia di vergogna e ridicolo di fronte a una tale stupidità). Si dirà “erano tempi diversi” ma se una società assume decisioni che nel tempo si rivelano erronee non è forse responsabilità di chi le ha assunte e in primis del vertice? E non mette conto confrontare le centellinate uscite di Prodi con quelle degli energumeni rozzi e ignoranti alla Di Battista o Salvini. Sarebbe da decerebrati un simile confronto ma una volta posta l’asticella sopra una soglia di decenza, si può criticare una posizione da eterno padre della patria che non parla ma pontifica senza prendere mai una posizione netta e subirne le conseguenze, positive o negative che si rivelino? Ecco il reato di lesa maestà non fa parte della mia sensibilità giuridica, fermo restando il diritto al dissenso nei miei confronti, possibilmente senza intaccare quel rapporto di reciproca stima che in certe parole parrebbe venire a mancare. Chi scrive, normalmente, riflette parecchio prima di prendere una posizione e mai una critica seria mi ha fatto venire meno il rispetto e l’amicizia nei confronti di chi a buon diritto critica le mie posizioni. Mi piacerebbe che questo fosse il terreno comune per un confronto serio e civile: scrivendo di getto la penna può scivolare…
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. I commenti sono sempre accettati a meno che non contengano frasi ingiuriose o inaccettabili ma il fatto che siano accettati non significa affatto che riflettano la mia opinione.
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2 thoughts on “La violetera again – 22 Luglio 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Calma, ragazzi…! 🙂
    Proviamo a guardare le cose da un punto di vista più… elevato, storicamente, intendo. E’ ovvio che ciascun politico o personaggio di potere porti su di sè i meriti o i demeriti delle proprie azioni (tutti, anche i più recenti, ma spesso ciò che alcuni vedono come “demeriti”, per altri sono “meriti”) ma è altrettanto ovvio che, in un mondo sempre più globalizzato, come Paese Italia non è che si abbia tutta questa possibilità di movimento.
    Non dimentichiamo mai ( ed invece ce lo fanno dimenticare sempre…) che abbiamo perso tragicamente e vilmente (con la fuga sia di Mussolini sia del Re) una guerra disastrosa e che gli Alleati, attraverso i loro storici ed i loro quattrini, ci hanno graziato sia da una seconda Norimberga sia da uno storytelling colpevolista
    addossando tutte le responsabilità del conflitto alla Germania di Hitler. E questo perchè serviva un’ Italia sufficientemente forte in cui insediarsi militarmente e culturalmente ma non abbastanza autonoma da poter in qualche modo cercare di affrancarsi industrialmente dal punto di vista energetico e militare. Insomma, la nostra posizione geopolitica ci ha salvati ma non ha permesso uno sviluppo compiuto e la presenza fortissima del Vaticano ha limitato nei fatti la laicità del nostro stato e indirizzato in senso conservatore ( spesso retrivo) la carriera di tanti uomini politici, media, movimenti di opinione.
    Prodi proviene da tutto questo e non può essere altrimenti: non sarebbe arrivato fin lì. Era, come ogni politico, il rappresentante di certi interessi e guidava una piccola biga tirata di concerto da due cavalli potenti, US e Vaticano. Si è barcamenato come poteva: chiunque, in quel momento storico, non avrebbe potuto, penso, fare altrimenti.
    Sappiamo bene da chi è stata voluta l’ UE, la riunificazione della Germania e soprattutto l’ allargamento ad Est. Non ci si poteva certo opporre: la “fissa” degli Statunitensi, dal dopoguerra in poi, è sempre stato il comunismo dell’ URSS, ma umiliare una grande nazione ed un grande popolo come quello russo non è stata una buona idea, ed ora Putin raccoglie quello che l’ Occidente ha inopportunamente seminato. Putin ha il consenso libero della maggioranza degli elettori proprio perchè incarna l’ orgoglio di un popolo che per decenni si è visto umiliato: non è la prima volta che questo si vede, nella storia anche recente.
    Noi Italiani non siamo quindi padroni del nostro destino; soprattutto se, come usa da noi da sempre, siamo disposti a vendere i nostri piccoli gioielli per un piatto di lenticchie: spesso facciamo “i furbi”, non rispettiamo i patti che firmiamo per poi subito lamentarcene, nessun senso dello stato, poco rispetto della cosa pubblica, nessun orgoglio nazionale ( attenzione, non nazionalismo!) se non durante le partite di calcio.
    Ma, da un po’ di tempo, anche quelle le vincono sempre i Tedeschi…

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  2. Roberto Barilli ha detto:

    Un commento interessante quello della signora Marcucci che a grandi linee rispecchia la realtà o almeno quello che ne penso in proposito.
    Commento che integro con il grande disegno USA (totalmente legittimo, che da che mondo è mondo le cose vanno così….), che come capo coalizione ha vinto la seconda guerra mondiale, di una egemonia commerciale su tutto l’emisfero occidentale.
    Ma tornando al prof. per antonomasia (Prodi), forse potrebbe battere un colpo e farci
    sapere in questa contingenza che cosa ne pensa di quelle decisioni lontane che si riverberano, ora, tanto negativamente sull’Italia.
    Ma tace e si lascia andare, talvolta, a battutine da oratorio saltellando qua e là in giro per l’accampamento.

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