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Polonia e Ungheria – 20 Luglio 2017

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Alla fine, con la lentezza di un pachiderma assonnato la UE ha battuto un flebile colpo, minacciando la Polonia di attivazione dell’articolo 7, quello che la priverebbe del diritto di voto, a seguito della legge liberticida che vorrebbe assoggettare i giudici al potere politico, come è il caso della Turchia del macellaio Erdogan. Peccato che per assumere questa decisione ci vorrebbe un voto unanime e del consesso fa parte anche quella buona lana di Orbàn che ovviamente ha già dichiarato la propria contrarietà. Due governi indegni dell’Europa (o di quella che vorremmo intendere come tale), di stampo fascista, l’uno (la Polonia) dominato dalla figura di un conservatore integralista e reazionario come Kaczyński e l’altro (l’Ungheria) retto da un altro reazionario che però ora guarda alla Russia di Putin come fulgido esempio di democrazia. Insomma quando si è dei malfattori non si va per il sottile. E in tutto questo gli interessi militari della NATO (come nel caso della Turchia) sembrano prevalere su quelli morali. Ma insomma dovremo assistere a “purghe” come quelle turche prima che si prendano provvedimenti adeguati? Di un’europa priva di valori morali non sappiamo cosa farcene e al di là della sciagurata volontà di Prodi (la cui figura forse meriterebbe un adeguato ridimensionamento e di cui ho in programma di scrivere un post nei prossimi giorni) di allargare indiscriminatamente la UE non sarebbe assai meglio un’altra europa ristretta, composta solo da nazioni che condividano comuni principi di democrazia e antifascismo? Ma forse è troppo presto per questo auspicio: se la destra vincerà le elezioni in Italia ci ritroveremo a fianco di Ungheria e Polonia.  Una prospettiva raccapricciante.
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5 thoughts on “Polonia e Ungheria – 20 Luglio 2017

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Impossibile non condividere il parere del prof. Neri su quei due paesi europei, che si comportano secondo convenienza e non secondo solidarietá, quella che hanno ricevuto dalla Comunità Europea.
    Cosí come il suo giudizio sulla Nato che, per quanto riguarda i medesimi paesi + i baltici, porta avanti una sua specifica politica atlantica che niente a che fare con l’Europa.
    Quanto infine a RomanoProdi, concordo ancora una volta con il prof.: non ce la fa ad uscire almeno parzialmente di scena, sapientemente blandito e sollecitato dai media che trovano in lui il terreno ideale per rinvigorire le polemiche che sono il pane della professione.
    Puntualmente ricambiati dal Nostro in un gioco delle parti che spesso risulta fastidioso.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Se continueremo con la nostra politica migratoria, altro che destra ( che nei fatti la continuerà perchè così vuole la globalizzazione). Tutto prevedibile e previsto: quando si tira ( consapevolmente) la corda, questa si spezza. Ma proprio qui si vuole arrivare.
    Il deus ex machina della politica dell’ Est Europa non è Prodi ma il padrone della NATO (idem con la Turchia). Che non siamo noi e neppure la Germania.
    Basta dare un’ occhiata ai siti che si occupano di “affari” militari e si vedrà che concentramento di basi e di truppe si trova ad Est, Baltico compreso ( ed alle esercitazioni, che continuano senza sosta, partecipiamo anche noi).
    Inutile sparare sui sottoposti ed ignorare i “padroni”, anche se la sottopolitica nostrana ( solo questo ci lasciano fare: sottopolitica, e sono generosa…) da tempo a questo ci attizza: guai ampliare gli orizzonti.

    A proposito, guardando i “migranti” che con tanta “solidarietà” accogliamo senza se e senza ma nei nostri campi di pomodori ( dove nessun magistrato, nessun “sinistro” e nessun papa accorre, chissà perchè…), mi è venuta in mente la bella voce di Harry Belafonte:

    Day-o, day-ay-ay-o
    Daylight come and he wan’ go home …

    Non avrei mai pensato di vedere tutto questo. Una vergogna assoluta.

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  3. Roberto Barilli ha detto:

    Giá, la NATO …….. della quale i media si occupano molto malvolentieri e proprio quando ci sono costretti, con articoli che somigliano tanto a dei ‘redazionali’, quelli commissionati dalle aziende.
    Perché non è difficile comprendere che la guerra commerciale est-ovest passa anche da lì.
    E a noi, cittadini dell’ovest, alla fine sta bene così.
    O ci conviene, che è poi la stessa cosa.
    Quindi avanti con i redazionali…… anzi non capisco nemmeno io perché ne parlo…..!

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