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Trump e Alfano – 19 Luglio 2017

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Il fiasco di Trump sull’ Obama Care (che naturalmente mi riempie di gioia) non è tanto importante per il fatto in sé quanto per la prova che negli USA la disciplina di partito viene in secondo ordine (spesso – non sempre) rispetto alle reali necessità degli elettori e che un sistema nel quale non vi sono “nominati” ma eletti direttamente dagli elettori cui debbono rispondere in prima persona può funzionare. E’ lo stesso sistema che il larga parte vige in UK  e che la dissennata guerra contro la riforma costituzionale (con tutti i suoi limiti), basata unicamente su una faida che nulla aveva a che fare con i contenuti,  ha reso impossibile in Italia (pur con tutte le differenze).  E questo induce a una riflessione: quanti oggi in UK si rendono conto di essere stati gabbati da interessi che nulla hanno a che fare con quello dei cittadini e vorrebbero tornare indietro? Secondo i sondaggi la maggioranza.  Quanti in Italia, di fronte alle squallide manovre e manovrine di piccoli partiti in grado di affossare riforme importanti, si rendono conto di avere innestato la marcia indietro della efficienza amministrativa e di essere condannati ancora una volta a eleggere personaggi ignoti che non debbono rispondere direttamente all’elettorato? Purtroppo pochi, accecati da una partigianeria del tutto irrazionale certamente alimentata anche da un carattere, quello di Renzi, che purtroppo ha scarse capacità di mediazione o quantomeno di persuasione (gli sono vicino perché ha il mio stesso carattere anche se ne riconosco i limiti). E così dobbiamo ogni giorno assistere alle furberie di chi ha come unico scopo quello di mantenere seggio e prebende, annusando l’aria che tira, infischiandosene degli interessi della nazione. La squallida vicenda dello ius soli  (e del miserando, squallido Alfano, esempio paradigmatico di doppiezza ed emblema di chi tiene il piede in due staffe) è la cartina di tornasole del degrado e – purtroppo – del ritorno di una destra reazionaria e fascista che non ha più neppure il pudore di nascondersi.
PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità. I commenti sono sempre accettati a meno che non contengano frasi ingiuriose o inaccettabili ma il fatto che siano accettati non significa affatto che riflettano la mia opinione.
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2 thoughts on “Trump e Alfano – 19 Luglio 2017

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Caro prof. Neri, che il suo carattere somigli per molti aspetti a quello di Renzi lo consideri pure un pregio.
    Tutto il suo Thread mi convince appieno tranne la riga che riguarda Alfano.
    Sull’ Alfano uomo, lui è quello che è, vale a dire uno dei molti peggiori prodotti del nostro sud Italia (ma anche al nord e pure al centro non mancano…….) ma sull’ Alfano politico secondo me il giudizio dovrebbe essere meno duro.
    Si è fatto in quattro nei momenti decisivi quando i vari Speranza &C traccheggiavano e ha dato una mano importante non a Matteo Renzi o chi per lui ma al nostro Paese per fargli fare qualche passettino in più.
    Contro pagamento, aggiungerebbe subito e giustamente la signora Marcucci, ma alla fine il saldo dell’operazione sarebbe stato positivo.
    Per il nostro Paese.

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Ho scritto altrove che il Presidente degli Stati Uniti ha poco potere, nonostante lo storytelling. Nulla in confronto, ad esempio, del Presidente francese. E lo stiamo vedendo.
    Trump, qualsivoglia cosa si pensi di lui, non era “previsto” dall’ establishment, quel comitato di affari e potere che controlla gli US e mezzo mondo. Abbiamo da sempre contezza – ad esempio con l’ elezione di Kennedy, ai tempi – di quanto questi poteri spesso poco limpidi ed ormai globali siano i padroni della politica US.
    Era prevista la Clinton ma hanno sbagliato cavallo, ora stanno cercando disperatamente un impeachment che presto riusciranno ad attuare.
    E certamente il prossimo Presidente sarà dipinto come il miglior fico del bigoncio
    e sarà “quello giusto”: infatti, delusi della propria evidente impotenza, le masse popolari non andranno più a votare e la “democrazia” e la “sinistra” ( che ai nostri tempi significano il voto esclusivo di amici e sodali, il povero popolo ignorante è meglio che se ne stia a casa, altri conoscono il suo bene…) nuovamente vincerà.
    Giornali osannanti e tutti contenti: meno persone votano e meglio è.
    Se questa è la “sinistra” devo proprio avere sbagliato in tutti questi anni…

    Mi piace

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