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Le truppe al Brennero – 5 Luglio 2017

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Soltanto il mascellone inviò le truppe al Brennero dopo l‘Anschluss dell’Austria alla Germania nazista per “difendere” l’Italia. Una delle tante figuracce da buffone del dittatorello italiano le cui truppe sarebbero state spazzate nel giro di una mattinata se il criminale nazista lo avesse voluto. Adesso è l’Austria, un microbo europeo, che tenta di fare la voce grossa per difendere gli abusi perpetrati da tante nazioni europee in materia di migranti (e che si è dimenticata del supporto ricevuto nel 1956 davanti all’emigrazione ungherese in occasione della rivolta soppressa dai carri armati russi). Ci sarebbe da ridere (facciamo la guerra dei giocattoli con fucilini a tappo?) se l’enormità della cosa non rivelasse una vera tragedia europea, quella della sua dissoluzione, se mai vi  sia stata un’unione. Ve lo immaginate l’Illinois che manda le truppe al confine con il Winsconsin  per difendersi dagli indiani ?  Unione significa comunanza di intenti e condivisione dei problemi, mentre qui tutti prendono i soldi dalla comunità e poi non rispettano i patti, piccoli e grandi (v. il grande europeista Macron). C’è qualcuno che si stupisce se poi in Italia e in tanti paesi europei i populisti avanzano, quando i loro pavidi governi anziché risolvere i problemi li acuiscono? Se fossi in Salvini invierei un telegramma di plauso e soprattutto di ringraziamento ai ministri degli esteri e della difesa austriaci per un supporto insperato.  Il Brennero è paradigmatico ed è anche la cartina di tornasole della debolezza dell’Italia in Europa, incapace di posizioni chiare e anche dure. Si tratta, ma soprattutto si subisce e questo non ha nulla a che fare con una grande nazione. Se il problema l’avesse Macron credete forse che si limiterebbe a una flebile quanto impotente protesta?
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13 thoughts on “Le truppe al Brennero – 5 Luglio 2017

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Vero, l’Italia è debole in Europa particolarmente ora che ha un governo di transizione.
    E lo è di più perché la politica dell’accoglienza deve tenere conto del punto di vista del Vaticano che è totalmente inclusiva in proposito.
    Illuminante l’intervista dell’altro giorno
    alla ragazza spagnola ex bagnina che presta la sua opera su una nave ong che raccoglie migranti al largo delle coste libiche, li carica e presta loro assistenza poi dopo alcune miglia li sbarca in prossimità di navi italiane che li raccoglie e li sbarca nei porti italiani.
    Poi la nave ong riprende il lavoro.
    Tutto bello e tutto giusto ma non è indispensabile essere leghisti per comprendere che tutto ciò, seppure nobile e cristiano, non può durare all’infinito.
    La vox populi sussurra che il problema dei migranti nordafricani, divenuti tali anche causa la disintegrazione libica voluta fermissimamente da Francia, Inghilterra e Usa, dovrebbe vedere in prima linea le suddette nazioni…..

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Dopo che abbiamo ( finalmente!) appurato che il resto d’ Europa non cade nel tranello della (finta) nostra indiscriminata “accoglienza”, che ogni Paese si fa gli affari propri – ricordiamo la Germania che ha accolto centinaia di migliaia di “veri” profughi siriani, per lo più scolarizzati, mentre da noi arriva sottoproletariato globale dalle origini incerte – e che tutto il resto d’ Europa è “cattivo, egoista, razzista, fascista e stupido” come i media ci indottrinano ormai da anni, concretamente che si fa? Si continua con le grida manzoniane?
    Il “plauso” – non di Salvini ma dei cittadini tutti – andrebbe ai nostri “grandi” Ministri degli Esteri e della Difesa italiani, che dopo anni di millantati “pugni sul tavolo” questo hanno ottenuto. La risposta è sempre stata “arrangiatevi” e non è cambiata di un filo : tutti cattivissimi ( ovviamente noi siamo sempre i migliori!) ma fermi nei loro propositi. E quindi? Per quanto tempo ancora si traccheggerà? Non abbiamo ancora fatto il pieno di schiavi?
    E non si millanti la “legge del mare” che in questo caso non ci entra per nulla: la legge del mare impone di salvare chi si trova in reale ed improvviso pericolo, non di organizzare un servizio taxi ad uso e consumo dei trafficanti di schiavi che causa ogni anni migliaia di morti ( il prezzo della “bontà”?)

    L’ Europa è nei fatti “comunanza di intenti”: solo il nostro Governo infatti agisce diversamente dagli altri e pretende che tutti gli altri si adeguino per , come al solito, tamponare i danni che ci si è procurati da soli.
    Siccome il nostro Paese vuole essere “diverso ed accogliente”, nonostante la stragrande maggioranza dei cittadini abbia ormai mangiato la foglia e non ne possa più, paghi il prezzo di questa millantata bontà e “diversità”. Prezzo che, come al solito, pagheranno i poveracci ( ma si ritroveranno in Paradiso di default, vuoi mettere…)

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    • Credo che ci siano molti elementi da condividere nelle sue riflessioni ma rimane l’insoluto problema di cosa fare di fronte a maree di disperati in mezzo al mare che se non salvati non possono che annegare. E non credo che la soluzione sia quella tacitamente immaginata da Salvini, ovvero speronare e affondare i gommoni come si fece una decina di anni fa con i profughi dall’Albania. Né un intervento diretto in Libia è ipotizzabile: farebbe crollare quel simulacro di governo faticosamente messo in piedi. La realtà è che nessuno capisce cosa fare e che lo scellerato accordo di Dublino (uno dei tanti disastri del duo Berlusconi-Maroni) è purtroppo ancora in vigore e certamente nessuno pensa ad abrogarlo. Di certo a fronte di ignobili paesi come Ungheria e Polonia (esempi che il grande europeista Macron tende a imitare) l’Italia dimostra di non contare nulla e di avere un governo imbelle e debole. fatto noto e sfruttato da chi ne ha tutti gli interessi.

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  3. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Gentile Professore, io non penso proprio che continuando a “scomunicare” tutto il resto dell’ Europa come fanno i nostri politici (tutti) da anni, si otterrà alcunchè: ormai è chiaro e lampante che gli unici “buoni” siamo noi ma la cosa dovrebbe per lo meno instillarci qualche dubbio. Dopo avere fatto i furbi per anni (nessuna identificazione e porte spalancate per il Nord Europa: un corridoio che ci ha mantenuti al sicuro dagli attentati ma che non ha fatto certamente piacere al resto d’ Europa, Austria e Francia in primis…) ora ne paghiamo il fio: a Nord – ma anche a Est ed a OIvest – non si fidano più.
    Purtroppo la volgata del “buon Italiano e cattivo Tedesco” è dura a morire e viene sempre rispolverata quando conviene. Anche un Papa No-Global (tedesco) è stato inopinatamente ( che dirà lo Spirito Santo?) “sostituito” con un gesuita globalista più “in ruolo” nella parte del reggitore della propaganda di quella che è – laicamente – la multinazionale più ricca e potente degli ultimi 2000 anni e che ha bisogno di forze fresche perchè nella “vecchia Europa sazia e disperata” si perdono colpi… E ben sappiamo quanto conti, qui in Italia, la voce del Vaticano.

    Tutto lecito, per carità: i giudizi di valore non mi appartengono. Mi limito a ricordare:
    1) Tutto questo “movimento” – da ogni parte del mondo, ricordiamolo; i barconi sono la minima parte degli stranieri che da pochi decenni “ospitiamo”: Cinesi, Indiani, Pakistani, Sudamericani… ecc… – è iniziato con la fine dell’ URSS. Anche prima però nel Terzo Mondo si moriva di fame ed esistevano barche e barconi.
    2) Ricordo benissimo gli anatemi nei confronti di Berlusconi che riceveva con tutti gli onori Gheddafi. Tutta la sinistra unita a condannare il “torturatore del suo popolo”. Ed anche a sollecitare un riottoso Berlusconi a concedere le nostre basi per i bombardamenti in Libia. Questo per onore di verità: Berlusconi in quel caso l’ aveva vista giusta ( nulla più lontano da me del Berlusconismo…)
    3) Tutti i “sinistri” a magnificare le “primavere arabe” ed a spellarsi le mani per le giovani e belle “blogger dissidenti” subito riparate in Francia. Eppure ormai si sa quanto queste “sollevazioni” siano pilotate dall’ estero per ottenere un risultato opposto a quello desiderato dagli speranzosi ( repressione e quindi svolta fondamentalista). Sta succedendo ora anche in Venezuela, in un Sud America da sempre courtyard degli US.
    4) Il nostro colonialismo culturale non ha fine e costituisce il vero razzismo: senza l’ Occidente – che accoglie, che aiuta, che educa, che mantiene… – i “poveri negretti” non hanno speranza. Li consideriamo tutti minorati mentali, a quanto pare, con gran gioia dei loro governanti che navigano nell’ oro facendo accordi con le multinazionali di mezzo mondo: più giovani ( maschi) inoccupati se ne vanno e più il Paese si libera da potenziali rischi di sollevazioni e sommosse. Insomma, ponti d’ oro nei loro Paesi a chi – magari problematico – cerca di andarsene.
    Questo nostro atteggiamento di benevola superiorità nei confronti degli Africani di colore ha radici antiche e cattoliche . Un atteggiamento a mio parere splendidamente raffigurato cinematograficamente dall’ episodio “Cuore nero” di Sergio Citti con Marilù Tolo e Ugo Tognazzi ( si trova anche in Rete). E’ dei primi anni ’80 ma nulla è cambiato nella testa degli Italiani, da sempre malati di esotismo.

    Potrei continuare ma la lista degli errori a mio parere sarebbe lunga. Potrei ad esempio ricordare che la stragrande maggioranza dei “migranti” non fugge dalle guerre ( quindi nessun obbligo internazionale ad accoglierli); che le “identificazioni” sono risibili in quanto arrivano senza documenti e riguardo i loro pregressi sappiamo solo quello che ci raccontano (ovviamente storie strappalacrime… un caso per tutti, emblematico, quello del terrorista Amri, preso per caso…). Che in Africa esiste ancora – tra gli autoctoni – la riduzione in schiavitù e che se i malcapitati devono essere stuprati, torturati e persino uccisi ( come immancabilmente ci raccontano) per essere costretti a salire sui barconi, il loro esodo non appare poi tanto “libero”. Che in migliaia muoiono nei viaggi e che ancora di più – soprattutto minori – spariscono nell’ indifferenza totale. Che la maggioranza viene trattata da schiavi nei cosiddetti “centri di accoglienza” e nella nostre campagne o abbandonati alla mendicità ed alla malavita. Che mafia e malavita ( internazionali) ci speculano alla grande. Che in Italia non c’è lavoro regolare. Che la pace sociale – con una evidente sterzata verso l’ estrema destra dei sentiment dei cittadini esasperati – è in serio pericolo.
    E, non ultimo, che la stragrande maggioranza dei cittadini Italiani è contraria al perpetuare questi traffici, ma i cittadini, ormai è chiaro, non contano nulla: piatto ricco e chi può ci si ficchi.
    Nessun bisogno di “affondare i barconi” ( a quanto pare affondano già da soli, poveretti… Anche e soprattutto per questo sarebbe ora di dire basta…): basterebbe una parolina chiara agli “organizzatori” ed il fenomeno , come è improvvisamente incominciato, finirebbe: “non c’è più trippa per gatti” = risultati immediati, nessuno “lavora” gratis.

    Mi scuso per essermi dilungata.

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  4. Roberto Barilli ha detto:

    ….poi c’è la madre di tutti i problemi, o quasi, sui migranti africani di cui nessuno si azzarda ad accennare.
    Il controllo delle nascite, in una popolazione che sforna figli senza porsi domande.
    Tema difficile ma bisognerà pure che qualcuno della vecchia Europa cominci a porselo.

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  5. Roberto Barilli ha detto:

    ….riporto poi la fine della significativa intervista sul Corriere di oggi a Minniti (che va letta tutta….): “…… il traffico di esseri umani purtroppo è uno dei principali canali economici della Libia. Se si punta a stroncarlo bisogna offrire un circuito economico”

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  6. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Speriamo che il “circuito economico” non sia l’ idea ventilata in questi giorni da Sgarbi: un nuovo colonialismo “non alla Graziani ma alla Balbo” (sic. su La7) per Somalia ed Eritrea.
    Posti in cui tra l’ altro già siamo in forze con traffici assai poco… cristiani. Vedi caso Ilaria Alpi e la foto poco “benevole” dei nostri militari con i prigionieri somali che sono circolate ai tempi…
    Per quanto riguarda il controllo della nascite, fino a pochi anni fa la maternità/paternità responsabili erano il must della sinistra, poi, a globalizzazione attuata, è saltato fuori che, in un Paese affollato e piccolo come il nostro, con la pensione ormai a 70 anni, la speranza di vita in calo e la robotica che si spera decolli ( ma si può anche tornare indietro: per tanti nostri “capitani coraggiosi” di piccole o medie imprese lo schiavismo potrebbe costare meno e dare più “soddisfazione”), si fanno pochi figli.
    Insomma, “caldo piatto ed affollato”, dal titolo di un noto libro, deve essere il Pianeta affinchè gli speculatori possano scegliere fior da fiore…
    E le religioni ( vanno bene tutte) per le quali il sovraffollamento è un must, danno e daranno una grossa mano a far digerire l’ idea.

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    • Roberto Barilli ha detto:

      tutti i paesi produttori di armi sono presenti in forze là dove servono e l’Italia non fa eccezione. Anche perché, come nella moda, certi mercati sono necessari alle aziende per smerciare i prodotti della stagione precedente e se non sei presente tu dietro c’è la fila di altri interessati.
      La brava Ilaria Alpi è capitata dentro qualcosa più grande di lei.
      Che è poi lo stesso mercato che, in altro contesto ci permette di andare al Manzoni a sentire uno dei bei concerti che il prof Giovanni Neri recensisce.
      Niente di nuovo e niente di diabolico: le cose funzionano in questo modo.
      Piuttosto, forse, la gentile signora Marcucci voleva dire che la speranza di vita da noi è in aumento,cosa del resto comune ai paesi del G20, tante per restare al l’attualità.

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  7. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    No, gentile Barilli, da noi la speranza di vita ( che già è come il famoso pollo: chi campa fino a 90 e chi muore a 30…) non è affatto in aumento e certamente non lo sarà più in futuro. Finita la generazione pre-bellica, quella che ha superato più o meno indenne il secondo conflitto mondiale ed anche quella sorta di crivello che era la mortalità neonatale, infantile o giovanile ai tempi, gli ultraottantenni di oggi, insomma, la mortalità si ridurrà drasticamente causa inquinamenti vari, cure sempre più inaccessibile e di scarsa qualità per i non abbienti, condizioni economiche precarie…
    Se già ora facciamo mente locale agli amici e conoscenti sessantenni che ci hanno lasciato – o sono malati e purtroppo lo faranno presto – capiremo che i 90 anni saranno presto un miraggio. Però l’ accento viene posto sui novantenni e non sui tanti bambini/ giovani/ adulti che ci lasciano prematuramente, dei quali non ci danno i “numeri”.
    Nulla di più politico dei fantomatici “numeri” per un popolo di ignoranti cronici di matematica ( altro che “congiuntivi”…)

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    • Roberto Barilli ha detto:

      In Italia l’aspettativa di vita è in costante aumento (come trend, che è quello che conta, fra le altre anche sotto l’aspetto previdenziale….) poi, certo, il grafico nello scorrere del tempo ha anche modesti regressi ma le statistiche parlano chiaro: l’aspettativa sale.
      E non solo in Italia,beninteso…..
      Per dire, nel 1960 eravamo a quota 68 mentre ora siamo a poco più di 83.
      E si riduce il divario uomo- donna.
      Forse la signora Marcucci voleva intendere che il trend dell’aspettativa non salirà con la (relativa) velocità del passato e questo potrebbe essere: noi siamo qui per verificarlo 😀

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  8. Roberto Barilli ha detto:

    I quotidiani sono pieni di indignazione e sgomento per un passaggio del documento Renzi in cui sostanzialmente si accenna al fatto che i migranti andrebbero in primo luogo aiutati in loco.
    Apriti cielo: orrore che il PD, proprio il PD sostenga una cosa del genere che assomiglia tanto a quanto sostenuto da Salvini!
    Come se tutto quello che sostiene Salvini su un singolo tema sia per principio, e solo perché l’ha detto lui, da spazzatura.
    Concetto tanto di buon senso e condiviso che sia la cosa giusta di investire risorse e mandare aiuti nei luoghi da cui partono quei migranti economici in modo da iniziare a creare condizioni minime da poterne permettere la permanenza.
    Figuriamoci se poi il PD facesse anche un flebile accenno al controllo delle nascite in quei luoghi (altro tema a cui il 90% della gente è favorevole ma che nessuno osa parlarne se non nel chiuso della propria cerchia di amici…..) cosa succederebbe !
    Insomma ipocrisia pura che fa il paio, in un ambito estremamente più modesto, con la storia degli ombrelli aperti per riparare dalla pioggia alcuni relatori a quel tal convegno. Con l’ineffabile Bugani seguito dalla Borgonzoni (quella bagnata dall’acqua del Po, perché lei è di quell’epoca e l’acqua del Po volente o nolente la dovevi accettare….) che in consiglio comunale si è presentato con un ombrello aperto!

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