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Repubblica Bologna – 3 Maggio 2017

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Per le pagine dell’edizione bolognese di Repubblica si aggira un personaggio regolarmente intervistato senza che abbia fatto nulla di speciale, essendo l’unica azione degna di qualche nota (al massimo in un foglio di quartiere)  – audite audite –   la fuoriuscita dal PD per unirsi a quel manipolo di discepoli del cattivo maestro D’Alema, incattiviti perchè non contano nulla (e con l’aria che tira non saranno rappresentati in parlamento. come Alfano. alle prossime politiche). Mi riferisco a uno dei tanti rampolli della sterminata famiglia Prodi, la Silvia, che evidentemente si presuppone sia la grancassa del ben più rinomato parente. Ecco io credo che Romano Prodi abbia ancora abbastanza voce per fare sentire le proprie opinioni senza bisogno di portavoce e che le sternazioni della Prodi di belle (?) speranze siano del tutto ininfluenti e comunque in nessun modo più significative di quelle di tanti esponenti politici di terzo piano. Mai una dichiarazione intelligente una presa di posizione autonoma, un suggerimento costruttivo: niente! E allora? Allora trattasi semplicemente di “piaggeria” per iludersi di compiacere l’illustre avo che ben farebbe a suggerire alla nipote una maggiore cautela e una minore esposizione. Fortunatamente è solo Repubblica che si esercita in questo sport così meschino ma a fare scuola di cattivi atteggiamenti ci vuole poco…
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8 thoughts on “Repubblica Bologna – 3 Maggio 2017

  1. Roberto Barilli ha detto:

    secondo me il primo a essere ‘scocciato’ dalla nipotina è proprio Romano Prodi che, da persona intelligente qual’è, si è sempre tenuto per sé il preferito fra Renzi e Orlando (di Emiliano proprio nessuno da queste parti se ne occupa….).
    Quanto a Repubblica, Bo e nazionale, siamo alle solite: spesso contende il primato della drammaticità alla Bild Zeitung!
    Quando avrà cominciato anche a pubblicare donne nude sgozzate in prima pagina, tutte rigorosamente a colori, Repubblica avrà colmato il divario.
    (Scherzo ma non troppo !!!)
    Ma le sue pagine culturali sono molto buone……. , poi c’è la pigrizia di cambiare perché anche l’uomo si sa che è un animale abitudinario ……. insomma continuo sempre a rimandare il cambio di abbonamento on line anche se, pensandoci bene, potrei farne un altro senza rovinarmi e stare a vedere come funziona quello del Corriere….. nonostante i commenti sulla apposita APP siano orrendi quanto a fruibilità di lettura mentre Repubblica si legge benissimo …… .
    Insomma un bel dilemma.
    Per caso qualcuno ha un abbonamento on line al Corriere e può dire come funziona?
    Grazie!

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    • Io sono abbonato da parecchi anni su tablet a entrambi i quotidiani e al sole e credo che sia molto piacevole avere la possibilità di leggere i quotidiani in qualsiasi punto del mondo. In generale ritengo il Corriere migliore anche se ci sono argomenti culturali affrontati da Repubblica che mi interessano. Di certo le pagine culturali migliori sono quelle del domenicale del sole. Il problema è forse la qualità locale di Repubblica che si segnala non solo per piaggeria nei confronti della Prodi ma anche dei medici del S.Orsola e del Maggiore. Pubblica regolarmente lettere di lettori che plaudono al loro operato che però è esattamente ciò che debbono fare e nient’altro. Ma come il coraggio per Don Abbondio uno l’intelligenza non se la può dare….

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  2. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Non è questione di coraggio ma di mantenimento dello status quo in cui molti continuano ( in varie forme ) a … mangiare. Con buona pace dei sedicenti rottamatori, come sempre forti con i deboli e deboli con i forti.
    Nulla di nuovo sotto il sole, chiacchiere a parte…

    ( Alle donne nude e sgozzate – per altro onnipresenti in TV a tutte le ore – ci siamo già quasi in entrambi i quotidiani: basta cliccare i video ossessivamente proposti…)
    Di ben più “scandaloso” su Repubblica – ma anche sul Corriere e La Stampa: ormai un unicum. Ancora rimpiango l’ ottimo inserto scientifico di un tempo a firma di Bianucci… – c’è l’ apologia dei soliti noti: i “vati” Saviano & C…
    C’è chi di Mafia muore e chi ci campa, straparlando di tutto il resto, poi…

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  3. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    A proposito di “assist”, infuria la propaganda a favore di Macron ( per quanto mi riguarda nulla pro o contro di lui, semplice constatazione : sia Macron sia Le Pen sono il prevedibile e previsto esito della globalizzazione), sconosciuto ai nostri lidi fino a ieri.
    E’ già la seconda volta che sento appellare in TV la Le Pen e Macron come “la populista” ed “il cartesiano”.
    Siccome conosco piuttosto bene la filosofia di Cartesio, continuo a chiedermi cosa ci entri con Macron… Ovviamente nulla: un semplice richiamo del “giornalista” ( innominato) che cura gli “approfondimenti” ( ragazzotto/a stagista o freelance magari “figlio di”?) alle nostre – e sue? – antiche riminescenze pseudo-filosofiche.
    Una semplice suggestione, per un mondo che di suggestioni – campate per aria – campa. “Suona bene”, un assist perfetto …

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    • Gentile Signora, nelle Sue parole sento un profumo di “equidistanza” che mi è certamente assai lontano. Qui si confrontano una fascista e un democratico che sarà pure espressione del mondo del capitale ma che dichiara di volere rispettare le regole democratiche e sostenere un’Europa unita. Dall’altra parte abbiamo una antisemita (non dimentichiamo che il padre – solo mentitamente ripudiato – ha sostenuto l’inesistenza dell’olocausto), una isolazionista, una nemica dell’euro (ben sapendo che in Francia come in Italia l’abbandono dell’euro porterebbe a una svalutazione immediata del franco del 30-40%) etc. etc. Mi spiace ma in questo caso l’equidistanza (come quella dello sventurato Mélenchon) è un “assist” alla dama nera. E oggi non ci possiamo permettere posizioni troppo intellettualistiche: ne va dei concetti base della nostra civiltà perchè siamo in trincea.

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      • Roberto Barilli ha detto:

        brutale ma vera la risposta del prof. ai distinguo che rischiano di confondere gli obiettivi che la nostra Europa ‘deve’ perseguire e raggiungere per restare al passo della globalizzazione che avanza come un rullo compressore in tutto il mondo.
        Che piaccia oppure no le cose stanno così.
        Poi certo è molto apprezzabile la posizione di chi, come la colta signora Marcucci, obietta e oppone a tutto questo ‘altro’ ma alla fine questa guerra moderna, che è economica, fra civiltà non la si può affrontare con il fioretto se abbiamo a cuore le sorti dei nostri destini.
        La Le Pen, per inciso, non porta nemmeno avanti una piccola porzione di questa guerra moderna di cui sopra a differenza di Trum, tanto per andare sul concreto, ma porta avanti una strategia da grande truffatrice buona intanto per arraffare elettori e conquistare il potere salvo poi, una volta raggiuntolo, aggiustare energicamente il tiro.
        Insomma la strategia grillina, tal quale, basta vedere la questione dei vaccini ….!

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  4. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Non è un fatto di “equidistanza”, ma di osservazione dell’ esistente.
    I “populismi” sono stati ( consapevolmente) suscitati in primis dall’ immigrazione senza alcuna regola iniziata – ricordiamolo – dopo la caduta del Muro. Ora si parla solo di Africani, ma abbiamo avuto immigrati dall’ Est Europa, dalla Cina e dall’ America del Sud in grande quantità in questi ultimi decenni e purtroppo per la stragrande maggioranza si trattava di sottoproletariato ( ricordiamo ai sedicenti marxisti – ora cattopauperisti – come si esprimeva Marx nei confronti del sottoproletariato: l’ esercito di lavoratori di riserva) bisognoso di tutto ma utilissimo per abbassare il costo del lavoro ed i diritti dei lavoratori, per la deregulation della produzione ed a “privatizzare” – vedi le badanti – servizi alla persona che sarebbero dovuti spettare allo stato con l’ imposizione fiscale più alta d’ Europa e che invece ricadono sulle sempre più stressate ( in ogni senso) famiglie.
    Purtroppo oltre al sottoproletariato ( nessun accenno di immigrazione qualificata, al contrario: i nostri giovani più qualificati se ne vanno…) abbiamo avuto ed abbiamo anche una buona parte di criminalità, che prospera in un Paese in cui le leggi dello stato sono spesso un optional e la deterrenza della pena ormai dimenticata. In fondo anche la criminalità aiuta il PIL e quindi nessuna lotta alla prostituzione in strada, alla schiavismo, al caporalato e, nei fatti, al lavoro nero ed all’ evasione fiscale ( con l’ intero WEB a disposizione sarebbe facilissimo…).
    Qui da noi non si “puo” nulla, sulla carta, ma nei fatti è tutto lecito, basta avere pelo sullo stomaco, faccia tosta ed amicizie.

    In una situazione del genere, la nascita del cosiddetto “populismo” è automatica.
    La sinistra ha abbandonato da tempo il mondo del lavoro ed il suo posto è stato preso dall’ ultradestra ( non è la prima volta che succede). Il fatto che neppure chi lavora tutto il giorno riesca più a vivere decentemente è gravissimo, e l’ introduzione del suddetto “esercito di lavoratori di riserva” – lo spostamento globale di merci, denaro, produzione e uomini “dove servono” al ribasso – non ha fatto altro che azzerare le conquiste degli ultimi decenni: l’ Europa deve divenire, come gli US ma ormai non solo, una terra di conquista ed immigrazione, dove uno su mille ce la fa a spese di tutti gli altri. Quell’ America maggioritaria, fondamentalista e profonda che ha votato per Trump e della quale i nostri giornali non parlano.
    L’ uomo è un animale territoriale e gregario: solo gli straricchi – e mai come ora, in questa supposta “crisi” lo sono diventati così tanto e in così tanti… ogni tanto leggo Forbes e non riesco a contare gli zeri… – possono considerarsi apolidi: la loro cultura se la portano a spasso assiema alla Vuitton. Per tutti gli altri, costretti a rimanere, non c’è luce in fondo al tunnel.

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