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L’impresentabile – 30 Aprile 2017

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Va da sé che ormai il vocabolo “democrazia” ha perso molto del suo vigore etimologico ma nonostante tutto nella sensibilità popolare significa governo della maggioranza espressa dal voto popolare.  E con le primarie del PD NON si eleggono partiti diversi ma il capo del partito, un partito  che ha un peso solo se unito e compatto, ferma restando la dialettica (non la “guerra”) interna. Ecco che invece un magistrato (avete letto bene, un magistrato) dopo essersi comportato come uno squallido Masaniello nella questione degli ulivi di Puglia per accattare qualche voto svendendo la sua autorevolezza ora promette guerra all’interno del partito se non sarà prescelto (come tutti sanno che accadrà). Ecco non solo è un magistrato che andrebbe espulso dalla magistratura per la sua parzialità ma espulso anche dal PD perché di “guastatori”, occultamente in forza alla destra, il PD non ha certo bisogno. Con quella sua aria da Marx de noantri non parla, ruggisce come un novello Buttafuoco convinto di esprimere autorevolezza mentre esprime solo la rabbia di essere un modesto e ininfluente sconfitto. Nessuna parentela con Orlando che seriamente discute, propone, valuta in contrasto con Renzi (anche se qualche volta gli scappa – ma ci sta – una frase di troppo) ma che soprattutto dichiara che se sconfitto contribuirà al successo del PD e non alla sua sconfitta solo per combattere Renzi. Tagliarsi i … per far rabbia la moglie: ecco il proverbio perfetto le l’Emiliano Michele.
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8 thoughts on “L’impresentabile – 30 Aprile 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    La hybris di Emiliano è tanto evidente che lo ha già condannato in partenza.
    Piuttosto appare quanto meno sorprendente la candidatura di un Ministro – e con che portafoglio! – del Renzi bis… Insomma, pare occorresse un competitor soft giusto per non fare l’ Asso pigliattuto. Insomma, ad Orlando la medesima parte in commedia che tocca al “povero” Gentiloni. Questa è la mia impressione.

    Comunque vada la “commedia” temo che Renzi non vincerà le elezioni, a meno di una alleanza più o meno segreta col Berlusca (Patto del Semolino per entrambi : uno anziano e l’ altro a dieta perenne…)? Oppure a meno che le elezioni non si facciano alle calende greche ed il “popolo” non lo abbia già dimenticato: il suo tempo mi pare scaduto.
    Con questo non intendo esprimermi “contro” Renzi, sebbene come “maschera” non mi rappresenti certamente: penso che chiunque raggiunga ruoli tanto “in alto” ( ed anche più “bassi”) non sia altro che il portavoce di interessi globali che esulano dalla sua persona. Una semplice marionetta, chiunque egli sia, sia stato o sarà.

    Occorre ricordare anche che ciascuno di noi giudica, pirandellianamente, “popolo” (bue?) tutti i restanti suoi concittadini che non la pensano nel medesimo modo. Qualunque sarà l’ esito delle elezioni future ( queste primarie sono in una botte di ferro: dopo il flop del referendum e la vittoria di Renzi è certa), il governo “giusto” sarà sempre il nostro e una eventuale sconfitta colpa dei “populismi” , cioè dei votanti altri da noi. Il “popolo” (bue?) appunto: tutti gli altri.
    Dipende sempre, tutto, dai punti di vista.

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  2. Roberto Barilli ha detto:

    Emiliano rappresenta abbastanza bene certa parte di essere nel PD risiedendo al sud.
    Senza dimenticare che ‘quella’ parte, al famoso referendum, ha votato per il 65% circa per il No.
    Certo, visto da qui, l’uomo fa impressione ed è quella stessa che fa scrivere giustamente al prof. Neri i commenti che si possono leggere più sopra.
    Ma lui non opera ‘qui’ ma in quella terra insieme meravigliosa e difficile che sbrigativamente chiamiamo sud Italia in cui assieme a tanti cittadini coraggiosi ce ne sono molti di più che non hanno ancora ancora del tutto realizzato il concetto di democrazia intesa in senso moderno e che ancora scontano un deficit sociale ragguardevole.
    Quanto al commento della signora Marcucci anch’io non ne condivido i contenuti, prima di tutto perché ognuno è libero di scegliere la parte politica che preferisce e la signora certamente non freme per il PD e poi perché da quello che scrive traspare una visione della vita abbastanza cupa dettata da esperienze a cui lei stessa, del resto, ha esplicitamente accennato tempo fa proprio su questo Blog.
    Sono certo che nessuno di noi è immune da esperienze negative ma come al solito ognuno di noi alla fine è sempre solo con se stesso e le affronta in maniera diversa.
    Non necessariamente migliore o peggiore ma semplicemente diversa.
    Tanto per chiarire io non giudico nessuno ‘bue’ solo perché non la pensa come me a meno di non arrivare a forme estreme alla Salvini, per intenderci e allora ci vado molto vicino e in quel caso mi tocca di dare ragione alla signora Marcucci.
    Del resto una vita senza eccezioni che vita è?

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  3. Roberto Barilli ha detto:

    per arricchire il dibattito sulle primarie posto una mia risposta a Sergio Lo Giudice (senatore PD, una persona veramente molto per bene ….) del 26 aprile.
    Spero che il prof. non mi rimproveri troppo e se è il caso non la pubblichi che non me la prenderò di certo …..
    “Caro Sergio,
    Leggo sempre con molta attenzione e anche condivisione i contenuti delle tue Newsletter e così ho fatto anche in quest’ultima.
    Un passaggio però della stessa che riguarda la scissione (“……. chi ha avuto la responsabilità di gestire il PD non ha fatto nulla per evitarla …..” ecc. ecc.) mi ha parecchio sorpreso.
    Quando un personaggio come Massimo D’Alema, rispettabile come tanti altri sul piano personale, ha dato vita prima a un Comitato del NO al Referendum sul quale il PD si era tanto speso, poi è uscito dal PD e ha dato vita al suo micropartitino, credo proprio che anche PapaFrancesco in persona non si sarebbe comportato diversamente dal lasciarlo andare.
    Con sollievo di tanti di noi, renziani o non renziani.
    Quanto a Andrea Orlando che sostieni, personalmente e anche politicamente corretto di cui ho letto la sua mozione, te ne sottopongo un passaggio (l’unico in verità) che mi lascia molto perplesso e che trovi a pag. 10.
    Eccolo: “….. la lotta all’evasione ha bisogno ……. su interventi per quelle imprese artigiane e commerciali che in misura crescente nella crisi sono ricorse a un’evasione di sopravvivenza…..”
    Giustificare chi ‘evade per sopravvivere’ (naturalmente con la soglia della sopravvivenza stabilita dall’evasore!) nella nostra Italia in cui tante imprese artigiane e commerciali NON evadono e anzi si impegnano a innovare proprio per fare meglio il proprio mestiere è di grande gravità e la tua intelligenza non mancherà di rilevarla.
    Un cordiale saluto e un suggerimento scherzoso: vota chi vuoi alle Primarie ma non Andrea Orlando!”

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  4. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Gentile signor Barilli, a dire la verità non “fremo” per alcun partito…
    Dico “purtroppo” perchè deve essere bello sentirsi rappresentati. Anche da Salvini, che giudica “populiste” le mancette del Nostro.
    Come sempre è questione di punti di vista: entrambi, dichiarazioni a parte, sono nei fatti anatre zoppe, la nostra politica non si decide qui, o meglio se ne decidono solo le briciole. Non so se purtroppo o per fortuna…
    Quanto alla nostra sovranità limitata ( non solo nostra, ma di mezzo Occidente) basta dare un’ occhiata al numero ed alle dislocazioni delle basi US e NATO (= US, maggior contributore, seconda la Turchia, attenzione!) in tutto il Pianeta. Ne ospitiamo parecchie sul nostro territorio, missili atomici compresi, e la Germania ed il Giappone più di noi.
    Mi facevano ridere, ai tempi, le scritte “Comune denuclearizzato” in quel di Aviano…

    Ma di armamenti ( la corsa non si ferma…) sui giornali non si parla, eppure ancora, come da millenni, comanda chi è più “fisicamente forte”. A meno che non si abbia un Ulisse a disposizione, ci raccontano le leggende…
    Meglio distrarre il “popolo” ( in questo caso sì, “bue”) con le primarie, per altro già scritte, del PD…
    E dargli l’ illusione di contare qualcosa.

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  5. Roberto Barilli ha detto:

    In democrazia i cittadini (lo preferisco di gran lunga al popolo ……) consapevoli fanno delle scelte e eleggono qualcuno che si avvicini il più possibile a quello che pensano e che li rappresentino negli atti conseguenti nel governo delle comunità.
    Nazione, città, e via via a scendere compresi i condominii!
    Naturalmente il concetto di ‘pensare’ dipende da un sacco di cose, tipo cultura, convenienza spicciola o collettiva e via dicendo.
    Non ci trovo proprio nulla di male se uno, in mancanza della possibilità di occuparsene personalmente, delega a qualcun altro questa faccenda.
    Ma guarda…..forse mi sono avvicinato in altro modo a descrivere in maniera terra a terra il concetto di democrazia come comunemente viene inteso in alternativa al modo più classico e corretto descritto dal prof. Neri nel ‘cappello’ del suo Thread.
    Certo, quanto sopra ad essere molto molto maliziosi potrebbe anche essere definito ‘populismo’ ma io preferisco di gran lunga definirlo democrazia partecipata.
    Nel senso che questa delega la si dà a tempo e se pensiamo non abbia funzionato la si toglie e la si trasferisce a qualcun altro e così via per tutta la vita che come è noto non è infinita!
    E il giochino si interrompe!
    Lei, gentile signora Marcucci, ama giocare o preferisce starsene per conto suo a guardare, leggermente accigliata, quelli che giocano?

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  6. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Se il “gioco” si chiama lotta nel fango preferisco stare a guardare. Eppure a molti piace, dipende dai gusti. E tanti altri ci guadagnano sopra…
    Anche nelle dittature si “vota”, e le dittature hanno varie facce. La nostra ad esempio ha quella del politicamente corretto: se non lo sei, peste ti colga! Certamente non vai in prigione, ma il biasimo sociale è garantito ( ben se ne lamenta il prof. Neri riguardo le sue recensioni musicali a volte politicamente scorrettissime…).
    Scherzi a parte, anch’ io vado a votare, ogni volta, come tutti. Generalmente leggo i programmi – me tapina – mi turo il naso alla grande e non sono mai fedele.
    Purtroppo non ho mai trovato alcuno che mi rappresentasse : si fa come si può…

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