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ANPI – 21 Aprile 2017

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Ecco un argomento che in genere non manca di fare discutere. Esprimo quindi la mia opinione aprendo l’ombrello per ripararmi dalle critiche che ancor prima di averla pubblicata sento già piovere. Può ben ben essere che un’associazione come questa serva a ricordare cosa sia stata la guerra partigiana ma di certo leggendo le statistiche degli iscritti (solo una piccolissima parecentuale è stata veramente partigiana – l’età non perdona) mi pare che l’ANPI sia più un partito che un’associazione. Ne fa fede il fatto (a mio parere del tutto errato) che abbia preso partito in occasione del referendum (peraltro in buona compagnia di CGIL, CISL, bocciofila di Casalecchio etc.) dimenticando che proprio per la sua asserzione di NON essere un partito (come le associazioni sindacali)  non avrebbe dovuto esprimere un invito a un voto specifico nel rispetto della pluralità delle opinioni, che certamente al suo interno convivono, e della propria finalità istituzionale. Ora siamo in presenza di una nuova polemica: l’invito ai palestinesi da parte dell’ANPI a partecipare alla sfilata che ha suscitato le proteste della componente ebraica, che sarà polemicamente assente. Ora è fuori discussione che alla guerra partigiana italiana sia stata la brigata ebraica e non i palestinesi, a quel tempo guidati dal gran Muftì di Gerusalemme. alleato ideologico di Hitler (figura patetica e ridicola, che pietì un incontro e denaro dal dittatore tedesco) mentre è anche vero che gli stessi palestinesi sono oggi partigiani in una guerra contro il governo fascista di Netaniahu ma anche protagonisti, come gli israeliani, di episodi di violenza. Insomma un vespaio che è stato però risolto nel modo peggiore invitando tutti, come se i vertici ANPI non si rendessero conto dell’ αδυνατον. In questo caso, però, se la sfilata è per ricordare la guerra partigiana italiana allora che ci “capano” i palestinesi? E allora la minoranza birmana in lotta partigiana contro il governo centrale non vogliamo invitarla? Il risultato è che saranno presenti i palestinesi che stavano allora dalla parte sbagliata e saranno assenti coloro che per mille motivi hanno dovuto/potuto combattere per la loro sopravivvenza e la libertà d’Italia. L’ennesimo errore di un presidente, Smuraglia, che forse, data anche l’età, dovrebbe avere il buon senso di passare la mano. Chiudo con l’ombrello aperto.
 PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità.  
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4 thoughts on “ANPI – 21 Aprile 2017

  1. Sandra Festi ha detto:

    Professore, può chiudere l’ ombrello! Già da tempo l’ A.N.P.I. è diventato un medagliere, degno di rispetto e reverenza, ma da tenere dentro l’ armadio della memoria, le ultime uscite si sono rivelate delle scappatelle improprie.
    Oggi Giancarla Codrignani sulla pagina di Bologna della Repubblica ha detto con maggior eleganza di me il suo dispiacere per questa fine poco gloriosa.
    Sandra Festi

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  2. Roberto Barilli ha detto:

    Non si poteva dire meglio e in maniera più compiuta.
    La gloriosa ANPI non c’è più e le ultime iniziative purtroppo sono lì a dimostrarlo.
    Temo che la presidenza Smuraglia le abbia assestato il colpo di grazia.

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  3. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Quello che mi ha sempre lasciato perplessa è il silenzio assordante in cui i nostri nonni, bisnonni e genitori che hanno combattuto ben due guerre ferocissime spesso lasciando la famiglia in miseria e tornando – quelli che hanno potuto farlo – malati o mutilati, sono da sempre stati avvolti.
    Insomma, a chi come me non ha vissuto quegli anni, seguendo lo storytelling
    dal dopoguerra fino ad oggi pare che l’ Italia sia stata contesa unicamente da Partigiani – che l’ hanno liberata : le truppe US, gli Inglesi, … appaiono una cosa secondaria – e i “Ragazzi di Salò”, di recente riabilitati.
    E i nostri soldati dell’ esercito regolare? I nostri parenti costretti ad una guerra tanto estrema e mal condotta che sono morti a milioni?
    Silenzio assoluto.
    I miei vecchi dicevano, scuotendo la testa: prima della guerra tutti fascisti, dopo tutti partigiani. E tutti, alla fine, i più accorti come sempre accade, si sono spartiti il malloppo.
    Chi muore giace e chi vive … si da’ pace.
    Penso che sia andato tutto esattamente come racconta un testimone, il comunista Giorgio Bassani, nel suo bel “La lapide di via Mazzini” dal “”Romanzo di Ferrara”.
    Racconto che sarebbe il caso di leggere, in occasione di questo 25 Aprile ed anche di meditare…

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