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Democrazia e media – 19 Aprile 2017

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Non è mia intenzione scrivere “brevi cenni sull’esistenza di Dio”, come si potrebbe evincere dal titolo: fior di “politologi” e “massmediologi” (che orribili nomi in italiano!) hanno fatto la loro fortuna discettando sull’argomento. La mia è solo una sconsolata riflessione su quanto avviene in Francia (ma solo come esempio). Un candidato non pago del lauto stipendio da ministro e parlamentare – François Fillon – ha “arrotondato” le entrate elargendo alla propria moglie – che nulla ha fatto – quanto avrebbe dovuto essere destinato a un segretario. Per carità, nulla di nuovo: chi non ricorda che il Bossi Umberto, quando al parlamento europeo, dove di fatto non andava mai come il suo delfino Salvini – prese come suo assistente il figlio (non il “trota” ma l’altro, il mancato pilota di rally, seppure indistinguibili per la loro ignoranza e il loro rapporto con la magistratura). Ma in Francia siamo al paradosso che questo “galantuomo” dal comportamento riconosciutamente truffaldino, potrebbe diventare presidente della repubblica, in quanto nonostante le malefatte, i sondaggi lo danno in corsa. Come peraltro la Le Pen, anch’essa incorsa in “incidenti” di percorso che hanno destato l’interesse della magistratura. La logica vorrebbe che questi personaggi fossero squalificati dagli elettori e invece il martellamento mediale obnubila il cervello e porta all’oblio se non alla connivenza. Cosa ci si può aspettare da questi figuri? Semplicemente che persistano nel loro modo di fare se officiati alla più alta carica dello stato. Ecco, la realtà è che la democrazia in questa età dei media diventa semplicemente un esercizio privo di reale significato e molto più semplicemente una truffa perpetrata soprattutto da coloro che pretendono di difenderla. “Wir leben in finsteren Zeiten” come già ebbe a dire B.Brecht.
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3 thoughts on “Democrazia e media – 19 Aprile 2017

    • Mi spiace ma su questo non sono d’accordo. Una cosa è il concetto di democrazia – sacrosanto – un’altra è la sua realizzazione pratica nel 2017. La Turchia docet, così come la Brexit, come la vittoria di Trump etc. Oggi si vota praticamente solo sulla base della capacità di manipolare in modo fraudolento l’opinione pubblica maggioritaria con i social media, i talk show etc., un’opinione pubblica disinformata, incolta, sempre più incapace di distinguere fra verità e bufale, come il caso dei vaccini ci insegna, capace di tirarsi la classica zappa sui piedi per rammaricarsi poi di non avere capito etc.. Lo ammetto: non ho alcuna soluzione da proporre (anche se qualche idea l’avrei) ma credo di avere il diritto di giudicare quello che vedo: nulla che ha a che vedere con la volontà della maggioranza ma solo il prevalere di chi le spara più grosse. E se “ogni volta che dei disonesti..” allora, poiché questo ormai accade praticamente sempre, bisogna prenderne atto e discutere di rimedi. Ribadisco non ho certamente nulla contro il concetto di democrazia ma sono nauseato dell’uso distorto che ne viene fatto. Invito, per chi volesse comprendere appieno il significato delle mie parole, a guardare l’intervista rilasciata da quell’energumeno di Erdogan alla CNN (la cui intervistatrice non ha certo brillato per capacità di incidere): una vergogna! E allora io dico che non ne posso più di questo simulacro di democrazia: sarò elitario ma non mi ci riconosco!

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  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Mah, a me la “democrazia” – a cominciare da quella ateniese – non è mai sembrata un “governo del popolo” ma un governo delle élites ( traduzione : di quelli con -tanti- soldi e quindi legati dal medesimo scopo, mantenerli a spese del popolo) che di volta in volta concedono, obtorto collo o per convenienza, diritto di voto ai cittadini. Il fatto che i cittadini votino – cosa che dà molto fastidio, infatti si cerca di aumentare il più possibile la platea degli astenuti appunto con questi scandaletti – significa che non li si può vessare – forse – più di tanto, occorre quanto meno blandirli con qualche mancetta. E’ comunque la forma di governo che esercita meno violenza sui sudditi – in generale – di tutti quelli che la storia ha conosciuto e tanto ci basti. Potrebbe andare peggio ( e ci andrà…)

    Piuttosto c’è da chiedersi cosa sia diventato lo stato, cioè come si esprima il governo della cosa pubblica. Per i cittadini comuni – informati solo dai media, altro non possono o non vogliono – si è ridotto ormai a partiti che fingono di litigare per far digerire loro gli interessi delle lobby di riferimento. Lobby globali da qualche decennio.
    Nessuna politica industriale, nessuna politica decente per il lavoro , svendita al primo venuto e senza neppure controllare le referenze delle imprese strategiche del nostro Paese; nessuna lotta all’ evasione per non parlare della lotta alla criminalità.
    Ed i cittadini dovrebbero “fidarsi” del governo? Di un governo che – per tornare ai vaccini – vuole obbligare il popolo alla vaccinazione di massa ma si guarda bene dall’ obbligare i medici e gli operatori sanitari ( i primi a venire in contatto di eventuali infezioni e virus ed i primi a trasmettrli da un paziente all’ altro…) a farlo?
    Non è ridicolo tutto questo?

    Il caos vaccini – ora usato politicamente per delegittimare la RAI – è la metafora di questa nostra Italietta: discutere, dubitare, non si può, o sei qui o sei là … Lo stato fa la voce grossa ma solo con qualcuno.
    Alla fin fine, in concreto, siamo alle solite : armiamoci, ma partite solo voi, non si sa mai…
    E con un simile esempio …

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