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Ungheria – 13 Aprile 2017

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Da tempo l’Ungheria si è avviata verso una fascistizzazione del suo stato, a piccoli passi, ma sempre in un’unica direzione. L’attuale premier Orbán deve avere come breviario l’agenda politica del suo predecessore Hörty, quello che consegnò nel 1944 gli ebrei a Hitler dando luogo a una delle maggiori carneficine della Shoah con la deportazione in massa di interi settori della popolazione. Per avere un’idea precisa della cosa suggerisco di visitare a Gerusalemme il museo della Shoah e le foto dei civili trasportati come bestie verso l’annientamento (perché questa è la traduzione esatta di Vernichtung). Ebbene di questo figuro e della sua ignobile politica si parla poco in nome di una vergognosa realpolitik che accetta qualunque cosa (è di ieri lo sganciamento della moneta cecoslovacca dall’euro) pur di evitare il collasso di quel morto vivente che è oggi l’Europa (come la Turchia per la Nato). Finalmente, finalmente, anche un intellettuale come Timothy Garton Ash leva la sua voce forte e chiara contro questo vergognoso personaggio sulla prima pagina di Repubblica con un articolo che non lascia spazio a fraintendimenti. Ma….il commentatore mattutino dei giornali di Radio3 non ne fa cenno, mentre si dilunga sui modestissimi fatti della politichina di casa nostra. Ora i casi sono due: o è cieco oppure non svolge correttamente il suo mestiere di giornalista. Lascio a voi scegliere quale sia la risposta giusta al dilemma.
 PS Un “blogger” non è un oracolo e commette inevitabilmente errori (il minimo possibile..). Ricevo spesso “correzioni” non sempre fondamentali e non sempre precise. Così come io mi sottopongo al giudizio altrui con nome e cognome così chi vorrà avere la bontà di segnalarmi eventuali errori o imprecisioni dovrà farlo unicamente mandando un commento: a ognuno la propria responsabilità.  
PPS La gestione di un blog è operazione talvolta faticosa. Molti dei miei lettori leggono il blog senza registrarsi. Chiederei cortesemente la registrazione (che non comporta nulla) e che può essere facilmente fatta “clikkando” sul riquadro “iscriviti” in basso a destra di ogni post e che permette di ricevere un messaggio email ogni nuovo post pubblicato. Se vi siete già iscritti al blog Kurvenal per favore re-iscrivetevi anche a questo. Grazie anticipatamente.

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3 thoughts on “Ungheria – 13 Aprile 2017

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Quanto ha ragione Professore!
    Io ho smesso di leggere Repubblica ormai da anni. A casa mia da quando ho memoria è circolata giornalmente La Stampa – la leggeva già mio padre che ha studiato a Torino – che però io ho smesso di acquistare dall’ inizio della gestione Calabresi/Gramellini. Ho sempre odiato la propaganda del “Coraggio, uno su mille ce la fa!” ed i buoni pensieri a buon mercato e strappacuore ma sempre indirizzati ad un subdolo politicamente corretto, ad usum Delphini.
    Leggo qui e là quello che può interessarmi ( in Rete c’è di tutto) e non manco mai il domenicale del Sole24, ancora il migliore sul mercato nonostante le pessime, recenti pagine “per bambini” e il moltiplicarsi degli articoli e delle recensioni a carattere religioso.
    Mi piace sapere da quale parte stia chi scrive: all’ informazione “libera” non ho mai creduto. La prima cosa da chiedersi – e questo riguarda qualsivoglia attività richieda e produca grande visibilità e quindi potere e denaro – è il solito “cui prodest” che tradotto significa, nei fatti, “chi paga?”.
    Sappiamo bene in mano a chi sono i media più gettonati- ma non solo – anche se non sempre i meno avvertiti riescono a comprendere ( specie gli studenti che copiano dai fintamente neutri siti di “aiuto” ) chi veramente si occupi di tanti siti a carattere informativo e culturale . Questo dovrebbe essere il compito principale della scuola: compito difficilissimo, lo ammetto.
    Siamo certi che chi svolgesse in scienza e coscienza il mestiere di giornalista – e con una certa dose di cultura ed esperienza – troverebbe lavoro?

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    • Nel mio infinitamente piccolo cerco di “surrogare” con i miei modestissimi mezzi alcune carenze giornalistiche, non perchè sia in competizione ma perchè … mancano i “competitors”. Ho un pubblico abbastanza vasto (non le migliaia di alcuni personaggi da ridere ma alcune centinaia che per gli argomenti trattati considero un successo: molti dichiarano poi ufficialmente di non leggere Kurvenal e Bertoldo – o non lo ammettono – ma poi si scopre che lo fanno in modo nascosto senza registrarsi per non correre il rischio di essere anche solo miei conoscenti temendo che la cosa abbia un costo: “tengono famiglia”…) ma così come nessuno mi ha mai proposto un posto in parlamento così nessuno mi ha proposto un posticino (anche solo piccolo e saltuario) in un giornale (che in ogni modo rifiuterei “point blank”). Posso essere autorizzato a considerare le cose come titoli di merito (o meglio una controprova della mia assoluta indipendenza)?

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