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Il futuro del PD – 27 Febbraio 2017

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Se qualcuno pensa che i sommovimenti all’interno del PD possano essere stai conclusi con la fuoriuscita (finalmente!) di quella  minoranza che ha sabotato costantemente e antidemocraticamente l’azione del segretario (una minoranza seria discute ma poi rispetta e sostiene  le decisioni della maggioranza), consideri  quanto potrà accadere in un prossimo futuro. Se, come dicono i sondaggi, Renzi vincerà il congresso qualcuno si immagina che le correnti che fanno capo a Orlando e Emiliano accetteranno la regola democratica e sosterranno il segretario? Questo potrebbe accadere solo se Renzi vincesse con una maggioranza bulgara (che so? del  90%) ma siccome la cosa è impossibile saremo punto e a capo con una minoranza incattivita (si leggano le dichiarazioni dei due oppositori che non hanno nulla da invidiare – come aggressività- a quelle dei fuoriusciti) che non si limiterà alla giusta dialettica interna ma che ripeterà esattamente la situazione appena vissuta. Morale: la sinistra italiana e il PD che ne è il partito più importante (dopo la fine del PCI dove tutti si muovevano graniticamente compatti) hanno nel loro DNA la divisione e quindi la sconfitta. Ormai la storia ce l’ha dimostrato e aspettiamo il prossimo futuro per riverificarlo. Salvini, Meloni, i pentastellati e Berlusconi ringraziano…
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15 thoughts on “Il futuro del PD – 27 Febbraio 2017

  1. Maria Cristina ha detto:

    Penso che la “scissione” in realtà sia solo uno spin off per cercare di allettare nuovamente i molti che hanno visto in Renzi il nuovo “Berluschino”.
    In realtà, immagino si voterà ciò che di “importante” – leggi “pesante” – il governo PD, qualsivoglia sia o sarà, proporrà mentre l’ eresia si concretizzarà intorno a provvedimenti di bandiera, riguardo ai quali verrà sollevato un gran polverone ideologico giusto per marcare le differenze.

    Nulla da fare ormai, temo. Dopo aver portato l’ acqua con le orecchie alla destra per anni apparecchiando una robusta guerra tra poveri, esasperando i più deboli con l’ immigrazione incontrollata e non mettendo alcun argine a corruzione ed evasione nelle quali siamo campioni europei ( per non parlare del debito pubblico e dei diritti liberali dell’ individuo) oltre a non fare mai mancare l’ insulto nei confronti degli elettori ( i giovani in primis: da bamboccioni a choosy a “non perdiamo nulla se se ne vanno”) questo è esattamente quello che ci aspetta: Le Pen e compagnia cantante ( con robusto caos a seguito…) per un bel pezzo.
    Prevedibile e previsto.

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    • Gentile Signora, molte delle cose che Lei scrive mi trovano d’accordo. Ma proprio discutendo questa mattina con un collega mio coetaneo non abbiamo potuto fare altro che riconoscere che purtroppo apparteniamo a un mondo che non esiste più: i concetti di eguaglianza, progresso condiviso, visione di un mondo unito e più sicuro fanno ormai parte di un bagaglio culturale dismesso dalla maggioranza che ha come propri elementi fondanti il successo economico, la diseguaglianza come dato ineliminabile (e la cui eliminazione non è neppure auspicabile) e dove la sete di potere è un marchio di fabbrica positivo. Tutto il resto viene di conseguenza: Trump, Le Pen, Orbàn, Putin etc. sono solo le incarnazioni di un modo di pensare e di essere che mi fa orrore ma che non posso non riconoscere come vincente. In fondo il Berlusca non è stato altro che un lungimirante precursore e i suoi epigoni sono i seguaci che hanno superato il maestro. Ci sarà ancora posto da qualche parte per chi, novello Béranger, al rinocerontismo non si rassegna? Ieri credevo di si, oggi no. In fondo le nostre sono “voces clamantes in deserto”…..

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      • Roberto Barilli ha detto:

        Ora invece una risposta al commento del valoroso (valoroso, perchè mettere in piedi un Blog con tutto quello che comporta in termini di fatica e responsabilità non è cosa da poco) anfitrione là dove, in apparenza rassegnato, scrive di appartenere a un mondo che non esiste più.
        A me non sembra proprio che Lei sia un rassegnato caro prof. Neri, al contrario è ben dentro al nostro tempo come dimostra la passione civile che contraddistingue tanti suoi commenti sia su questo sito sia su Kurvenal replicando anche in questi luoghi, con bella ostinazione, il suo ruolo di educatore che ha avuto all’Università.
        Infine molto opportuno il suo riferimento a un Berlusconi epigone di altri personaggi del nostro tempo anche perchè, in tempi non poi lontanissimi, in Italia abbiamo avuto un altro personaggio politico che è stato degno epigone di un mostro di ben altra pasta che è finito nei libri di storia e che tutti conosciamo benissimo.
        E questa è un’ulteriore ragione, se mai ve ne fosse bisogno, di tenerci ben stretta questa Europa cercando anche qui con ostinazione di migliorarla tutti insieme come, sembra, il PD cerca di fare.

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  2. Maria Cristina ha detto:

    Vede, Professore, io cerco di consolarmi rammentando il famoso “O tempora o mores!”. Insomma, ogni generazione ha visto, nella successiva, una degenerazione della cultura, dei costumi. Nulla di nuovo sotto il sole, quindi. E se vogliamo proprio parlare di “generazione perduta” indicando quella odierna dovremmo forse ricordare i tanti giovani che si sono veramente persi nelle trincee del Carso o con le scarpe di cartone in Russia. Ce li hanno fatti dimenticare troppo presto, ma erano milioni.

    Posso solo immaginare quanto furono colpiti i nostri genitori negli anni ’60 da quella rivoluzione veramente epocale per il nostro Paese. Ma era una rivoluzione che invocava diritti, ora si pietisce carità e la “sinistra” odierna si è fatta, da comunista, cattopauperista, rubando il mestiere alla parte avversa da sempre più clericale.
    La carità al posto dei diritti ha sempre funzionato: mai si morderà la mano che allunga il pane, questione di sopravvivenza.
    La differenza è che ora il cosiddetto “cambiamento” è in realtà un riflusso.
    Basta guardare le vie delle nostre città: degrado, mendicanti, ambulanti ad ogni angolo. Basta guardare la TV: la questua organizzata batte ormai il numero delle pubblicità della pasta e delle auto; bambini onnipresenti con le più tremende malattie vengono sbattuti sullo schermo al prezzo di un sms. La loro privacy? La loro dignità?
    Tutto è permesso alla “carità”, esattamente come nel Medio Evo quando le piaghe più orrende venivano esibite per una moneta.
    Una vergogna indicibile.

    Ci stiamo abituando a tutto: ai nostri vecchi che frugano nella spazzatura, alle baraccopoli di schiavi nella campagne, ai laureati costretti per campare a diventare … sciuscià ( e qualcuno, in TV, ha trovato il coraggio di chiamarli… imprenditori!), ad interi quartieri delle città ormai diventate zone franche.
    A chi non riesce a curarsi, a chi non paga l’ assicurazione dell’ auto, a chi dorme in macchina, …
    C’è una lettura che amo molto, il “De reditu” di Rutilio Namaziano. Purtroppo ci è giunto incompleto ( i distruttori di libri, ai tempi, hanno fatto un ottimo lavoro…).
    Claudio Rutilio torna in Italia dopo anni e quello che trova dopo la caduta dell’ Impero e l’ affermarsi degli adepti del nuovo dio mediorientale è semplicemente avvilente. Lo annota stupito ma freddo, distaccato nell’ osservare e ricordare.
    Temo che siamo al medesimo punto e non abbiamo ancora toccato il fondo.
    Insomma questa volta temo che, ora come allora, i tempi bui non siano solo una percezione “senile”.

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  3. Roberto Barilli ha detto:

    Parto dalla fine del Post per osservare due cose: che Salvini e gli altri vivono pressapoco le stesse situazioni che vive il PD e che in realtà, se riflettiamo bene, Il DNA della divisione sotto le spoglie dell’individualismo lo possiede una buona parte degli italiani. E i risultati si riverberano un poco in tutta la nostra società.
    Detto in altro modo, ci meritiamo i rappresentanti politici che abbiamo.
    Andando più in su nel Post ci si imbatte in Orlando e Emiliano.
    Sul primo niente da dire: si comporta da autentico sfidante e ce la mette tutta non solo per partecipare seriamente ma anche per spuntarla.
    Sul secondo c’è invece parecchio da dire: partendo dalla iniziale gattopardesca giravolta che ha avuto anche risvolti comici, è emersa la figura di un personaggio degno di un feulietton della peggior specie che darà sicuramente parecchio filo da torcere.
    A questo punto, a me come a tanti altri che hanno a cuore tutto quello che Giovanni Neri ha illustrato nella prima parte del suo Post, non resta altro da fare che stare a vedere se prevarrà il buon senso e la memoria delle tante sconfitte patite dalla ‘sinistra’, non ultima quella di un nostro ex Sindaco che ha consegnato la Regione Liguria nelle mani di un ancora incredulo, e riconoscente, Giovanni Toti.

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  4. Maria Cristina ha detto:

    Anch’ io. A patto che la sinistra ricordi di essere appunto “sinistra”: laica, colta, onesta, dignitosa, liberale ( in senso anglosassone), con una visione lungimirante nei confronti del cambiamento ed il coraggio di regolarlo anzichè subirlo ( o addirittura approfittarne); protettrice di diritti del lavoro nei confronti dello strapotere della rendita e la forza di dire qualche “no”. Anche ai tanti “padroni” che purtroppo ci influenzano e comandano.
    Per una volta mi sento di dare ragione a D’ Alema: la “fusione fredda” con i cattolici – che dovrebbero avere, del tutto legittimamente, una visione del mondo diversa – non ha funzionato. C’ era da scommetterci riguardo chi avrebbe avuto la meglio: NCD, il partito senza voti, ha da tempo in mano i Ministeri più sensibili, potenti e “ricchi” , e non li mollerà certamente date le spalle coperte di cui può godere.

    Temo però che l’ Italia abbia perso la propria occasione negli anni ’60 con la fine – purtroppo apparecchiata da altri ben più potenti di noi ma che i nostri politici hanno vergognosamente supportato – delle “avventure” industriali di Mattei, Marotta, Ippolito, Olivetti e Mario Tchou. La modernizzazione del Paese andava fermata con ogni mezzo ( addirittura morte per Mattei, condanne per Marotta ed Ippolito, mentre all’ Olivetti pensò la scarsa lungimiranza dei nostri soliti capitani coraggiosi).
    Da allora è mancato qualsivoglia piano industriale, sostituito dalle “mani sulla città”.
    Anzi, del Paese. E la laicità si è persa per strada, spesso per un piatto di lenticchie.
    Gli avvenimenti ed i personaggi odierni vanno visti alla luce del lungo periodo, degli avvenimenti pregressi e delle contingenze internazionali. Lo spirito del nostro tempo è la conseguenza dei tempi passati.

    Mi accorgo che la mia formazione e le mie letture mi portano spesso ad argomentare apparentemente fuori tema, ma a mio parere tutto si tiene. Me ne scuso.

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    • Roberto Barilli ha detto:

      Scuse non dovute, creda, caso mai alcune argomentazioni svolte con uno sguardo rivolto troppo alla sua formazione umanistica, come lei stessa spiritosamente dice.
      Poi lei inizia il suo commento con un corretto “…. a patto che la sinistra ricordi di essere appunto “sinistra”: laica, colta, onesta, dignitosa, liberale”.
      Benissimo, tutto giusto e condivisibile al quale contrappongo una considerazione: chi meglio di un Bertinotti, in tempi recenti e senza scomodare chi non c’è più, ha interpetato nell’immaginario collettivo la reincarnazione del pensiero di come deve essere il vero uomo di sinistra nei tempi moderni?
      Abbiamo visto come è andata a finire se persino un moderato come Walter Veltroni, nella sua intervista rilasciata a Eugenio Scalfari l’altro giorno su Repubblica, gli imputa in pratica di averci condannato a subire il ventennio berlusconiano, con tutti i crimini e le vergogne che sappiamo. E non mi riferisco certo alle olgettine&c ma a ben altro.
      Forse si dovrebbe aggiornare ai tempi il concetto, ripeto giustissimo e condivisibilissimo da Lei annunciato all’inizio del Suo commento, perchè viviamo un ciclo epocale di sconvolgimenti talmente grande da dovere al momento guardare anche oltre.
      Infine il suo riferimento all’NCD, che condivido totalmente, richiederebbe altro che le poche righe offerte da un Blog per una disanima seria e allora tenterò di compendiare la mia risposta in questo modo: chi altro c’era?

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  5. Maria Cristina ha detto:

    Penso che ben poco, del nostro passato (e del nostro futuro) sia nelle nostre mani, come hanno ben dimostrato gli anni ’60. I nostri “politici” – si chiamino Bertinotti ( che almeno, lasciatemelo dire da telespettatrice, argomentava con pacatezza e appropriatezza, l’ erre moscia non era colpa sua – ce l’ ho anch’ io – e la sua eleganza tranquilla si fa certamente rimpiangere di questi tempi di giacchette strizzate su pance incipienti e felpone-manifesto; non ho mai amato la povertà esibita da chi povero non è…), Prodi, Renzi o Vattelapesca non sono altro che maschere in commedia. E ce ne siamo ben accorti – nel caso già non lo sapessimo – dopo la caduta dell’ URSS.

    Temo quindi che chiunque i media ci presenteranno nella maniera giusta – e sappiamo nelle mani di chi sono tutti i media – verrà votato, sebbene da una parte sempre più esigua degli elettori. Ricordo benissimo l’ incensamento universale del “Loden” al momento giusto: quando ha esaurito il suo compito è bastato che una volpetta mediatica “di sinistra” gli mettesse in braccio un cagnolino…
    Il “nominato” farà quindi ciò che sarà chiamato a fare, sempre prono ai nostri due padroni: gli US ed il Vaticano che è la multinazionale più ricca e potente del mondo
    ed oltre al potere terreno ha anche quello eterno – nessun altro può competere su questo terreno.
    Intendiamoci, nessun antiamericanismo: gli US hanno vinto una maledetta guerra nella quale ci siamo ficcati da soli, hanno perduto migliaia di uomini ed hanno pagato la ricostruzione di mezza Europa. I vincitori raccolgono sempre il frutto dei loro sforzi, non esistono Paesi che fanno beneficenza anche se, di questi tempi, funziona la vulgata dell’ esportazione della democrazia, delle missioni di pace, dell’ accoglienza “senza se e senza ma”.
    Quando qualcuno è “sgradito”, e ben lo abbiamo visto con il “laico” Ignazio Marino e lo vediamo nell’ inusitato attacco dell’ intero arco politico/mediatico nei confronti dei 5stelle ( qualsivoglia cosa si pensi di loro, non entro nel merito), viene immediatamente emarginato, attaccato e distrutto. Ed in questa missione si ritrovano per una volta tutti uniti : colpirne uno per educarne cento, non sia mai che qualcosa di nuovo e diverso nasca a disturbare una così collaudata consorteria.

    Come ho già detto non mi ritrovo in alcuna ideologia e cerco di votare i programmi (me tapina!). La cosa che più di tutte desidererei, di questi tempi, è il vincolo di mandato ma sono certa che mai si cambierà la Costituzione in questo senso: i giochetti per mantenere lo status quo con travasi opportunamente concordati ne verrebbero ostacolati.
    Di una cosa sola sono certa: nel nostro Paese gli outsider, i non allineati, quelli senza conoscenze o che in qualche modo non “servono” o non sono serviti, oppure sono sgraditi ad un qualche minimo potere o che solamente non accettano di partecipare alla commedia ( il professor Neri lo sa bene) da noi non riescono a fare neppure i bidelli, figurarsi se vanno in Parlamento e ci restano.

    Tutti noi siamo solo “a pawn in theyr game” come canta un recente Nobel.
    Meglio non illuderci, quindi, e scaldarci poco.
    Quanto ad Emiliano, la hybris che trasuda da ogni poro sarà mediaticamente la sua rovina. Come è successo di recente a qualcun altro.

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    • Roberto Barilli ha detto:

      Guardi Maria Cristina che sulla mancanza della erre lei sfonda una porta aperta: una persona che amo tantissimo ne è priva e questo comporta gustose precisazioni, chieste e ricevute, quando si conversa e vengono tirate in ballo allocuzioni d’oltralpe!
      Anche sul ben vestire proprio nulla da obiettare anche se oggi assume le forme più diverse ed è questione di gusti, idem per il caschemire che non porto solo perchè sono abbastanza immune dal freddo per non parlare poi del grande piacere che provo ad ascoltare qualcuno che non massacra la lingua italiana.
      Insomma d’accordissimo su tutta la linea e il piacere di frequentare questo Blog ne è la riprova.
      Ma io ho criticato il signore in questione non certo per la sua erre, il caschemire e tutto il resto ma per il contesto in cui tutti questi attributi venivano esibiti senza che lo stesso si rendesse conto di essere strumentalizzato, mi auguro a sua insaputa ma c’è da dubitarne parecchio.
      Se poi saldiamo queste performances televisive e non (ci sono state anche interviste dello stesso tipo sui media dell’ex cavaliere….) a quello che è avvenuto dopo tramite il suo Sparafucile, al secolo Franco Turigliatto, il cerchio si chiude e secondo me Lei sarà costretta a darmi ragione. O almeno ci spererei …… -:)
      Ecco perchè considero Bertinotti l’archetipo dei cattivi maestri della sinistra.
      Poi, certo, D’Alema lo batte di gran lunga perchè è più intelligente ma questa è un’altra storia ….

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  6. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Gentile Barilli, sarà perchè sono allergica ai “maestri”… Ne sono sempre stata alla larga, buoni o cattivi che fossero (difficile distinguere). Purtroppo il mio scetticismo “cosmico” non mi rende la vita facile.
    Non so, Bertinotti mi pare esattamente come gli altri. Come avrà capito li considero tutti maschere in una commedia più grande di loro nella quale recitano solo la parte di comprimari ( fino a quando sono utili: un paio di “riforme” in direzione global e via… Si cambia l’ attore).
    Ne parlavo da telespettatrice: persona gradevole, educata, mai sopra le righe, che argomentava con calma. Per i Talk show odierni (show – spettacoli appunto – sempre più trash, nulla di più…) una rarità.
    Mai votato per Rifondazione, comunque.

    A quanto pare il buon Merola dopo essere stato Bersaniano e Renziano ora è ” Orlandiano” ( brutto segno per Renzi … I topi scappano…)
    Carriera “tipo” di un ex PC: clericale dopo essere stato comunista.
    Immagino i “contestatori” della Biblioteca di Lettere ( che tristezza!) tra 20 anni …
    O forse meno. Si salvi chi può.

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  7. Roberto Barilli ha detto:

    convengo: il dialogo con una scettica cosmica è arduo ma estremamente stimolante perchè sulle prime sembra non si sappia proprio da che parte cominciare per riprendere la strada, dura e impervia, della concretezza..
    Perchè poi, se stringiamo, la nostra vita ci obbliga a scegliere continuamente.
    Insomma siamo costretti, pena l’inazione, a decidere e a ‘trattare’ con noi stessi quello che ci sembra il meglio in quella data circostanza.
    Detta ancora in altro modo, tutto è sottoposto alla dura verifica dei costi e dei benefici.
    Sia si tratti di persone, cose, situazioni: sempre.
    Poi, come insisteva l’ex cavaliere, bisogna girare con il sole in tasca.
    Io ci provo in ogni situazione, per carattere.

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