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Le liste di proscrizione – 9 Febbraio 2017

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L’azzimato, fuoricorso, ignorante della lingua italiana (come il sodale Di Battista) Di Maio non trova di meglio, per nascondere il caos capitolino, che stilare un lista di giornalisti “rei” di raccontare i fatti che i pentastellati vorrebbero nascondere. Un editto “bulgaro” che ricorda da vicino quello di Berlusconi per Biagi, anche lui colpevole di raccontare i fatti senza edulcorarli. Con l’unica differenza che quello del Berlusca era emanato da un presidente del consiglio mentre il nostro è un povero parvenu che si illude di essere uno statista ed è invece un omino piccolo piccolo. Ora tutti noi aspettiamo il prossimo, inevitabile episodio della giunta romana. Ma dove sono finite le riunioni in streaming, l’ “uno vale uno”, le dimissioni per gli avvisi di garanzia etc. etc? Domande a cui l’azzimato, il descamisado e il comico fattosi politico non risponderanno mai. E forse inserireranno questo modesto blog fra i siti da proscrivere…
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3 thoughts on “Le liste di proscrizione – 9 Febbraio 2017

  1. Roberto Barilli ha detto:

    Mi associo totalmente al contenuto del Post “Le liste di proscrizione”.
    Di mio aggiungo che la memoria della gente, non solo italica, è scarsissima come purtroppo è scadentina la cultura generale che offre qualcosa in più ai singoli per comprendere meglio come stanno le cose.
    D’altra parte siccome votano tutti ……….. e uno vale uno (!!!) c’è poco da sperare!

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  2. Maria Cristina ha detto:

    Mah, ci sono “liste di proscrizione” dichiarate ( che però inevitabilmente nuociono a chi le esterna) e ce ne sono di occulte: semplicemente le persone e le idee che non sono “utili” al potere non trovano spazio. E chi – o ciò – che non viene palesato non esiste.
    Ovviamente questa seconda modalità di ostracismo non è criticabile proprio perchè, semplicemente, tali “liste” non hanno neppure la possibilità di vedere la luce, ci restano quindi sconosciute.

    In quanto all’ uso della lingua italiana fatto da di Maio, non mi pare che altri – Gentiloni compreso – non sgarrino mai.
    Occorre stare attenti con le continue critiche perchè rischiano, quando appaiono pretestuose, di avvantaggiare gli avversari anzichè delegittimarli. Berlusconi ad esempio se ne è avvantaggiato per anni.

    Quanto all’ “uno vale uno” ( 5Stelle a parte, non è il mio partito di riferimento), si tratta del principio principe della democrazia.
    Ho sempre pensato che, in realtà, la democrazia non sia mai esistita e che tutte le forme di governo – dittature comprese – siano nei fatti oligarchie: il potere, alla fine, lo crea e lo mantiene il gruppo di coloro che hanno i soldi ( tanti), sono quindi accumunati dai medesimi interessi ed hanno in mano gli strumenti della propaganda ( ma quando occorre anche quelli della coercizione…) Più che mai di questi tempi.

    Se il principio “uno vale uno” venisse a cadere – e già la cosiddetta democrazia rappresentativa ne diluisce molto la potenza; già Rousseau ce ne metteva in guardia: prima o poi gli eletti “rompono il patto” e lo vediamo ogni giorno – cosa rimarrebbe?
    Ogni cittadino ovviamente si sente “ottimato”, ognuno di noi pensa che gli sciocchi, gli incolti, i creduloni siano gli altri. E quindi?
    Non ho mai creduto alle selezioni basate sul “merito” ( il fantomatico, onnipresente merito!) proprio perchè vedo assai poco “merito” in chi dovrebbe, appunto, scegliere i “meritevoli”: i criteri sarebbero, e sono, diversi per ciascuno di noi.
    Meglio quindi cercare di formare, per quanto possibile, una coscienza civile nei cittadini tutti privilegiando, in questa epoca di ben apparecchiata cacofonia, la cultura del dubbio, della continua ricerca di senso guidata, infallibilmente, dall’ eterna domanda: alla fine, a chi giova?
    Ammesso ma certamente non concesso che se ne venga a capo, quello che conta è non smettere di cercare. From the cradle to the grave.

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