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Trump again – 1 Febbraio 2017

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Perfetto: questa è l’America (gli USA per meglio dire). La maggioranza dei cittadini approva (ripeto approva) le misure di Trump e approva anche l’ascesa di quell’ignobile figuro di Steve Bannon (razzista, antisemita, isolazionista, suprematista bianco, probabile adepto del KKK etc. etc.) alle più alte cariche dello stato. Ora due imbecilli al vertice degli USA con il bottone nucleare a portata di mano (Trump potrebbe azionarlo per errore al posto dell’interruttore della luce del letto) sono non un pericolo ma una tragedia. Già ora l’Iran, faticosamente riportata in un contesto più o meno civile, si sente di avere mano libera dopo essere rientrata del novero degli stati terroristi (nessun terrorista è mai arrivato dall’Iran e l’Iran è in prima linea contro l’ISIS!) mentre sono “approvati” stati come l’Arabia Saudita (da cui provengono molti terroristi e che ancor oggi decapita sulla pubblica piazza i condannati) e l’Egitto del caso Regeni (ogni settimana dà una nuova versione). E cosa succederà con la Corea del Nord? E la guerra commerciale con la Cina che detiene un parte così consistente del debito pubblico americano? E qull’oca giuliva di Therese May che sta coprendo di ridicolo l’UK? E Putin, Erdogan, Orbàn etc.? E la Germania accusata di dumping che farà? E noi ci occupiano di quel nano politico che è d’Alema (leggere oggi l’amaca di M.Serra in merito al peso politico di una eventuale scissione) e delle sue turbe senili unitamente a quelle di ovvia origine di Bersani. Auguri, italiani: siamo semplicemente totalmente immersi nella materia maleodorante. Ma per vivere un po’ tranquilli, dove bisogna rifugiarsi?
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One thought on “Trump again – 1 Febbraio 2017

  1. Maria Cristina ha detto:

    Trump sta ancora facendo campagna elettorale, o meglio, illude di “mantenere le promesse”. In realtà la pistola è piuttosto scarica, il suo “editto” contro l’ immigrazione ( lo stato da colpire è l’ Iran, che civile lo è da millenni anche se non in senso occidentale) durerà solo 90 giorni ed il famoso muro con il Messico ( iniziato da Clinton e continuato da Obama, ma lo si tace ed abbiamo la memoria corta…) non sarà certo costruito con soldi pubblici. Trump fa una gran scena, ma i cordoni della borsa li tiene il Congresso, e senza borsa… E’ ancora presto per giudicare se non la scarsa “finezza” dell’ uomo. Ma agli attori ed ai bulli, laggiù e non solo, sono ( e siamo) abituati da tempo … Pare non ci sia scampo.
    Del resto gli Stati Uniti si sono sempre scelti la loro immigrazione ma lo hanno fatto senza il clamore dei media. E sono sempre stati protezionisti e imperialisti, anche se ultimamente la propaganda ha cercato di farcelo dimenticare. Sono la prima potenza militare mondiale non a caso.

    Come al solito la battaglia è tra “ottimati”: trumpisti contro ( forse…) multinazionali globalizzate che sulla pelle degli immigrati che ora difendono a spada tratta – e lo credo! La globalizzazione consiste appunto nel non avere frontiere per finanza, industrie, mercati, merci e uomini da trattarsi e spostarsi dove conviene al fine di minimizzare le spese e moltiplicare gli utili da trasformare in rendite – hanno costruito e costruiscono le loro immense fortune.
    Pensiamo agli (sottopagati negli US) ingegneri indiani che riempiono la Silicon Valley se proprio non vogliamo sempre e solo riferirci ai lavapiatti ispanici.

    Insomma, non si sa quale scegliere: quello che è certo è che il “popolo” – la massa dei lavoratori, gli onesti cittadini comuni – verrà fregata comunque. Come sempre del resto.
    Speriamo che almeno non ci rimettano le penne in più di una guerra civile che vedo possibile, e non solo negli US. E la responsabilità non sarà certamente del solo Trump che ne è l’ effetto.

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