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Politicamente scorretto – 7 Dicembre 2016

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I “politologi” hanno senza ombra di dubbio individuato che è stato il voto giovanile a determinare in larga misura l’esito del referendum. Ora è tipico dell’utopia dell’età giovanile il ritenere il “tutto e subito” possibile ma è sintomatico come la cultura di chi si forma non sui libri (“sulle sudate carte”) ma sulle frasi ad effetto delle sirene di facebook possa creare false utopie naturalmente disattese nel breve scorrere di un attimo (tipico fenomeno da pentastellati). Questi giovani hanno votato per lo “statu quo” (e non “status” visto che si tratta di ablativo, parolaccia ignota ai più) ovvero per il mantenimento di una struttura statale ingessata che non ha pari in europa e che è una delle cause del cattivo funzionamento dello stato e in ultima analisi della loro condizione. Perfetto: viva il “tafazzismo” o in termini più eleganti la vocazione all’εαυτoντιμωρούμενος ovvero il preferire lo sberleffo alla scelta consapevole anche a proprio danno. Ed è singolare che debbano essere le persone avanti negli anni come il sottoscritto che si gode una lauta pensione e una condizione privilegiata a rammaricarsi del mancato ammodernamento dello stato. Vecchi parrucconi alla Zagrebelsky o all’Onida possono gioire per il fatto che i grandi principi (?) della nostra costituzione non sono stati toccati anche se questo determina una paralisi delle istituzioni dall’alto di una condizione di privilegio assoluto (qualcuno sa di quali vantaggi godano gli ex-membri della corte costituzionale e in particolare gli ex-presidenti?) indifferenti al fatto che classi meno privilegiate soffrano.  Novelli pifferai di Hamelin che però non faranno in tempo a essere sconfessati data la loro veneranda età. E se qualcuno vuol avere un’idea della confusione mentale o del delirio di onnipotenza del Vladimiro nazionale vada a risentirsi la sua miseranda disquisizione su Didone e Enea tenuta a Bologna nell’ambito della “permanenza del classico” o le recenti ridicole esibizioni pianistiche (da piangere). Parafrasando G.B.Shaw i politologi dicono di lui che è un ottimo pianista, i pianisti che è un ottimo politologo e i filologi semplicemente che  è un ridicolo dilettante. Auguri!

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3 thoughts on “Politicamente scorretto – 7 Dicembre 2016

  1. Maria Cristina ha detto:

    Il problema è che i “giovani” non sono affatto la macchietta che ha in mente il guru Messina e non si identificano affatto nel ridanciano non più giovane di Rignano: non stanno tutto il giorno su Twitter e hanno visto in questi anni il loro futuro diventare sempre più nero. La deregulation continuare, il degrado e l’ illegalità crescere, la carità sostituire i diritti e le mancette non risolvere alcunchè.
    Per legittimarsi nei confronti dell’ elettorato e nel contempo dribblare le elezioni che avrebbero con ogni probabilità tolto la risicata maggioranza al PD ed al clericale partito-che-non-c’è ma che ha in mano i Ministeri più ricchi ed influenti del Paese NCD, Renzi ha cercato prima di accreditarsi attraverso il voto delle Europee, poi attraverso questo referendum, apparecchiandolo fin da subito come un plebiscito nei confronti della sua persona.

    La campagna elettorale è stata disastrosa: il ragazzo ( si fa per dire… ragazzo certo non è più) è simpatico solo a sè stesso e nonostante questo è apparso ovunque, pontificando con la consueta verbosità riguardo a tutto e tutti, sparandole sempre più grosse, creando una reazione di rigetto assolutamente prevedibile. Anche il tratto marcato di “consorteria fiorentina” (per dirla con Galli Della Loggia) dei suoi non ha certo aiutato, unito alla loro ( vogliamo ammetterlo?) evidente pochezza.
    Insomma, una campagna elettorale disastrosa. Se al posto del Guru di Obama Renzi avesse pagato il suo postino le cose non avrebbero potuto certo andare peggio.
    Non siamo in America, ancora ( e per fortuna, aggiungo io…)

    Gestito il tutto in questo modo, così tanto personalizzato e con una tale visibilità, i risultati non avrebbero potuto essere diversi: è stato lui per primo a mettere in secondo ( anzi, in terzo) piano il merito della riforma e gli elettori lo hanno accontentato.
    Chi è causa del suo mal…. (E’ la solita, sempiterna Hybris che colpisce…)

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  2. Maria Cristina ha detto:

    Non sono voluta entrare nel merito della riforma perchè purtroppo il merito è stato assai poco sviscerato, dato l’ errore iniziale di personalizzare il tutto.
    Le elezioni si vincono con la campagna elettorale e con la legge elettorale , lo abbiamo ben visto negli US dove Clinton ha perso nonostante abbia ricevuto più voti e la stessa cosa era accaduta ad Al Gore. La prima a mio parere è stata completamente sbagliata come impostazione e la seconda (italicum) quanto meno… improvvida.
    Vedremo come ci si metterà una pezza.

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