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Pancia – 28 Novembre 2016

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Forse a qualcuno è sfuggito ma il buffone fallito (comico mi pare troppo per un simile personaggio)  “dalla trista figura”  (anche se grasso ticcio) nel corso della semifallita manifestazione a Roma per il “Nein” ha detto testualmentevotate con la pancia non con la testa”. Ok questo è il populismo 5.25, dove neppure ci si vergogna di fare affermazioni che squalificherebbero un illetterato decerebrato ma si fa a gara con quell’energumeno di Salvini (e con la sua corifea Meloni, con il suo ridicolo 4%) a chi la spara più grossa. Si potrebbe ipotizzare che questa sia l’affermazione estemporanea del capo di una organizzazione agonizzante dove fra firme false, stipendi decuplicati (V. Raggi) etc. si scopre – guarda caso – che i partiti (pardon, i movimenti – ma qualcuno mi spiega finalmente la differenza?) sono fatti da uomini e che la loro  composizione  riflette la struttura della nostra società  (Scilipoti docet) e invece si tratta della quintessenza del pensiero pentastellato. Gettare la propria testa all’ammasso, credere ciecamente in un capo-messia, ripetere come galline i mantra del “jefe” e tornare a casa sicuri di un futuro radioso da bengodi: questa è la situazione di tutti i deficienti che si riconoscono in Di Maio, Di Battista (perché tanti Di?) & Co. Salvo poi risvegliarsi una mattina, scoprire che il bengodi è diventato un malgodi dove solo in pochi possono approfittarne e prepararsi ad abbattere l’idolo fino al giorno prima considerato il salvatore dell’Italia e a trovare un altro nella cui braccia affidarsi. E la storia tristemente si ripete dimostrando – mai che ce ne fosse bisogno – che nel mondo moderno la democrazia è diventata solo demagogia e che il suffragio universale, non più mediato dai partiti, è porre in mano a degli infanti un fucile caricato a pallettoni (chi non ricorda la terribile fotografia dell’ISIS di un bambino che con una pistola più grande di lui funge da boia di un povero disgraziato in ginocchio?). Ebbene noi in Europa non consegniamo a persone inconsapevoli pistole cariche ma uno strumento che in Europa è assimilabile. Poi ci saranno migliaia di persone che domenica sera, se vince il No a qualunque costo, festeggeranno perché “votum non olet” e altrettante migliaia ci saranno se vince il Si. Ma di sicuro c’è chi in tutto questo ha perso: è l’Italia e quella politica che con la ragione e il sudore, con fatica, cercano di portare quotidianamente il loro piccolo contributo all’avanzamento del paese, delle classi meno abbienti, degli emarginati, dei profughi etc.  Insomma tutti coloro che con la pancia e il ventre non votano e che si sentono sempre più in minoranza, consapevoli dei rischi che in queste situazioni si corrono. Amen

 

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3 thoughts on “Pancia – 28 Novembre 2016

  1. Maria Cristina ha detto:

    Dipende se occorre una nuova maschera in commedia, alla Ben Jonson : dopo il ” professore” , il “gaudente miliardario”, seguito dall’ “austero tecnico” ( quando non è più servito è bastato fargli mettere in braccio un cagnolino per farci dimenticare il loden).
    Poi dal “tranquillo mediano ecumenico Letta + Letta”, seguito, ( visto che occorreva attizzare il popolo al quale erano destinate dosi da cavallo di ” riforme ed accoglienza” che non potevano certamente essere apparecchiate da qualcuno che provenisse da destra – ricordo sempre le parole dell’ Avvocato…) dal cerchio magico fiorentino. Che in tutta evidenza , data l’ omogeneità anagrafica, verbale ed estetica, doveva essere in cantiere da tempo ed essere stato istruito a dovere.

    Data la situazione geopolitica che ci ha sempre condizionato, non siamo mai stati padroni di noi stessi e mai lo saremo: basta ricordare come sono stati fatti finire Enrico Mattei, Marotta, Felice Ippolito e Mario Tchu/Olivetti nei “favolosi ’60”.
    Il prossimo che arriverà sarà l’ ennesima maschera apparecchiata per farci ricominciare a sperare… e continuare a spolpare i nostri diritti sostituendoli, come un tempo, con la carità: non si morde la mano che allunga il pane…
    Bisogna che tutto cambi ogni volta perchè nulla cambi. O meglio, cambi in peggio ( per la maggioranza, ovviamente…)

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  2. Maria Cristina ha detto:

    Esatto.
    Forse è fisiologico che ogni generazione, entrata negli “anta”, si senta come Fabrizio Corbera e percepisca le successive come “jene e sciacalli”… Chissà…
    Proviamo a metterla così…

    Mi piace

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