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Spottoni – 20 Settembre 2016

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Tg3 regionale delle 19.30 del 20 Settembre. 5 (cinque!) minuti sono dedicati alla nuova canzone di un tale “Kuda”, un carneade ignoto alla maggioranza del pubblico, con tanto di intervista, brani musicali etc. Lo stesso tempo dedicato, all’omicidio sul lavoro dell’operaio egiziano. È del tutto evidente che si tratta di pubblicità a pagamento e non certo di servizio pubblico, ma proprio come tale dovrebbe essere trattata e non come notizia di rilevanza pubblica. È un malcostume che ormai si ripete regolarmente e se tale non é qualcuno potrebbe spiegare perché un nuovo disco della Netrebko, della Bartoli, di Pollini etc. mai é considerato di interesse? La risposta é ovvia: i tg sono gestiti da ignoranti patentati che parlano a un pubblico di ignoranti. Chiudo rapidamente queste considerazioni: siamo un paese senza speranza e senza futuro. In una Europa che ormai non esiste più neppure di nome.
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Onestà e competenza -19 Settembre 2016

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Leggete il blog delle recensioni musicali kurvenal.wordpress.com
Oltrepassata la venerabile soglia dei 70 anni è inevitabile guardare indietro e il panorama politico italiano è sconsolante. Oggi si parla degli attuali scandali e scandaletti. Ma chi si ricorda di Tanassi, di Longo, del “miracolato” Gui, di Trabucchi (quello delle banane – nomen omen) etc. etc. E non sono questi Savonarola d’accatto, incapaci di un italiano corretto, dei 5 stelle che cambieranno il mondo, politicanti a tempo pieno in cerca di gonzi per i loro interessi capitanati da un ridicolo comico e da un manipolatore del software-Moloch (e stendo un velo pietoso sulla Raggi-tentenna). Ma, dico, come mai le persone come me e come i conoscenti che frequento, persone che non toccherebbero un solo euro del denaro pubblico (e ce ne sono), assolutamente capaci, mai, dico mai, sono chiamate a gestire la cosa pubblica? Eppure io come loro lo farei gratuitamente, sufficientemente soddisfatto della mia pensione di professore universitario senza alcun interesse che quello del bene altrui. Altro che ignoranti, faccendieri, corrotti, trafficanti (v. Scilipoti, Razzi & company) ma solo persone per bene nel senso tradizionale della parola. Ok è evidente che la mia è solo un’utopia ma è quella che probabilmente vivevano i nostri padri costituenti dopo la tragedia della seconda guerra mondiale.  A fronte di un mondo che va in fiamme quanto bisogno ci sarebbe di persone posate, aliene dai toni gridati, pronte al confronto per il bene comune e disposte a farsi da parte per fare posto a persone migliori di loro. Basta, per favore, con questi modestissimi funzionari di partito (di ogni orientamento) beceri, ignoranti, privi di background culturale e con l’unico merito di essere appunto di un partito. Basta: non voglio sembrare un novello epigono di Campanella ma ne ho piene le balle di questi politici di valore nullo o addirittura negativo. E voglio almeno avere il diritto di urlarlo al mondo intero.
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No e poi no – 16 Settembre 2016

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Sia ben chiaro, ognuno ha il diritto di esprimere un’opinione e di comunicarla all’intero mondo ma non capisco con quale autorità su un argomento così controverso come la riforma costituzionale e per il quale ogni singolo individuo è chiamato a  votare, le associazioni (Anpi, Cgil, Cisl etc.) debbano o possano esprimere un parere che dovrebbe rappresentare la posizione degli associati. Di fatto il “parere” è quello della maggioranza degli organi direttivi, senza che vi sia stata almeno una consultazione della base e su un argomento che non è di stretta pertinenza delle organizzazioni. Insomma un intervento improvvido e verticistico che appare più una pressione sul governo che una ponderata e verificata riflessione. E certamente fa specie l’Anpi, un’organizzazione che dovrebbe riunire i “pochi” sopravvissuti di quel periodo così importante della nostra storia e che invece per la propria sopravvivenza (le associazioni in Italia nascono e non accettano mai di morire – si vedano gli innumerevoli e immortali enti inutili) accetta richieste di iscrizioni anche di “millennials”.  Naturalmente se fosse una associazione per le celebrazioni della resistenza nessun problema ma associare ai partigiani dei giovincelli che forse sono anche poco preparati storicamente è un po’ penoso. Mi aspetto che ora intervengano ed esprimano il loro parere anche le associazioni dei garibaldini, dei reduci della grande guerra e – perchè no? – dei partecipanti alle brigate internazionali di Spagna. No e poi no, con la scusa che la riforma è pasticciata, che se si volesse si potrebbe fare una bella riforma in poco tempo (e come dimostra ovviamente il recente passato…) e che pur di rappresentare “lo spirito che nega” (Mefistofele) si è disposti a lasciare che l’Italia rimanga indietro con un processo legislativo comprensibile dopo il fascismo ma oggi assolutamente non in linea con i tempi. E fra questi “nichilisti” svetta il “baffino” che fu bellamente uccellato dal perfido Berlusconi e che con il tipico livore e invidia del trombato oggi spera in una sorta di resurrezione pestando i piedi come un bambino viziato senza rendersi conto che il tempo passa per tutti e che per tutti viene il tempo della pensione. Insomma si può anche smettere di fare danno….
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Di vallo in vallo – 8 Settembre 2016

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Contro i barbari cominciarono i cinesi con la grande muraglia intorno all’VIII secolo b.C., seguiti poi dai romani con il vallo Adriano e il vallo Antonino nel II secolo a.C. Strutture che furono poi abbandonate in quanto si fortificarono le città. Ai tempi nostri si possono ricordare la linea Maginot dei francesi contro i nazisti, il vallo atlantico dei nazisti contro gli alleati e il muro di Berlino. Se si esclude la grande opera cinese tutti i “valli” sono sempre risultati costosi e inutili. Si sarebbe potuto pensare che “historia magistra vitae” e invece no:  il secondo millennio è tutto un fiorire di nuovi muri contro i moderni “barbari”, disperati pronti a tutto in cerca di un minimo di speranza di sopravvivere, siano essi provenienti dal continente africano o dai paesi arabi o dal Messico. “Avanguardia” in questo contesto è l’Europa (sì, quella che avrebbe dovuto costituire un vaccino dopo la seconda guerra mondiale) e che invece della fascista Ungheria (ma quando di deciderà l’UE a sanzionare in modo pesante economicamente Orbàn? oppure si teme un ritorno dei magiari nell’alveo dell’orso russo, la stessa politica miope adottata nei confronti del fascista Erdogan?) accetta in modo supino il muro e una politica illiberale e nazionalista. Oltre al muro fra Serbia e Montenegro manca ancora un muro fra Germania e Polonia e fra Austria e Italia ma…. Con il suo progettato muro di Calais ora abbiamo anche la new entry UK, che dopo la Brexit ritiene di avere mano libera su tutto (ma possibilmente senza pagare dazio…) e che ha come complice il “socialista” Hollande che pur di raccattare un minimo di speranza (illusione) di essere rieletto accetta che sul suolo francese venga costruito un muro con i fondi inglesi (neppure un po’ di dignità economica). E la Francia dovrebbe essere una delle tre nazioni (insieme a Germania e Italia) di un direttorio in grado di tenere alta la fiaccola europea! Se le previsioni politiche sono attendibili nei prossimi cinque anni sarà tutto un fiorire di confini, valli. visti, dogane etc. Ma allora qualcuno può spiegarmi che cosa rimane dell’ideale europeo e dei suoi principi costitutivi, tenendo conto che l’unico elemento comune è l’Euro, quotidianamente sotto attacco politico e che barcolla pericolosamente nel baratro della crisi economica?
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Satyricon -7 Settembre 2016

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E così la Biancaneve dai capelli corvini (peso specifico nullo) e i sette nani del direttorio l’hanno fatta grossa. C’è Brontolo (Di Battista), Dotto (Di Maio), Cucciolo (Fico), Mammolo (Toninelli) etc. che alla fine hanno fatto un gran casino  come non poteva non essere. Senza minimamente comparare la grandezza storica dei fatti la congrega dei 5 selle sta facendo la fine di Robespierre, di tutti i “duri e puri” che nel tempo si sono susseguiti senza tenere conto che la materia con cui si ha a che fare è umana e non robotica e che alle rivoluzioni settarie segue inesorabilmente una restaurazione. E in questo svetta la “leggerezza” della sindaca Raggi sballottata come navicella in gran tempesta, che sbatte gli occhioni smarriti sotto gli occhiali neri, che piange a ogni piè sospinto, incapace di quel minimo di dignità che in questi casi dimostra la stoffa della persona, ovvero le dimissioni non per i fatti interni al comune ma per l’ingerenza del “direttorio” (ancora la rivoluzione francese!) che cerca di telecomandarla e al quale ha fatto giuramento scritto di fedeltà (che miseria!) come accadde sotto il fascismo che richiese ai dipendenti pubblici il giuramento di fedeltà al regime. Senza ricordare che il sindaco è eletto direttamente dai cittadini e non da un partito e che solo ai cittadini deve rispondere, non alle Lombardi, alle Lezzi, alle Taverna etc. e a tutte le pasionarie “de noantri” che infestano i 5 stelle. Non citerò più l’Appendino perché il confronto sarebbe impietoso. E a cercare il pelo nell’uovo di tutti i futuri nominati si può stare certi che è sempre possibile che loro (come ciascuno di noi) possano avere uno scheletrino nell’armadio (che so? un tradimento della moglie? una multa per eccesso di velocità?) in merito al quale non sembrerà vero ai giornalisti di indagine svolgere attente verifiche. E così le conseguenti richieste di dimissioni si susseguiranno a catena e addio Roma. Una morale? Con i “vaffa” non si governa ma serve pazienza e duttilità e con la consapevolezza che è perfetto solo Colui che non esiste.
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I poteri forti -3 Settembre 2016

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Fa persino tenerezza l’azzimato di Maio quando evoca “i poteri forti” come responsabili del casino al comune di Roma. Sia ben chiaro: l’assunzione di responsabilità non fa parte del bagaglio dei politici, anche quelli “duri e puri” come i 5 stelle vorrebbero essere e non sono. Cinque dimissioni a catena: quali poteri forti li hanno obbligati, in nome di cosa, con quali mezzi? Ce lo spieghi il signorino con giacca e cravatta (il contraltare del “descamisado” di Battista) con nomi, cognomi, ruoli etc. Altrimenti si tratta della solita bufala per nascondere i reali problemi, il primo del quale è la mancanza di peso e il dilettantismo della Raggi. Lo si vede da un miglio che in nulla assomiglia alla Appendino a Torino: l’una azzimata come di Maio, tutta sorrisini, vestitini alla moda con bambino al seguito e un quasi ex marito che pare un membro di una società di mutuo soccorso (vengo anch’io? no tu no); l’altra elegante ma concreta, seria, mai una parola fuori di posto con le idee chiare. Di certo non sono un fan dei 5 stelle ma rispetto le persone serie come l’Appendino (anche quando non ne condivido le opinioni) mentre mi fa più rabbia che tenerezza la fatina Raggi. Persino Grillo ha evitato di sporcarsi le mani con la melma romana per garantirsi un retroterra a partire dal quale poi sparare a zero in caso di necessità. Lunedì sarà un giorno importante: se mai l’assessore Muraro risultasse indagata (Dio non voglia!) di quali poteri forti potranno lamentarsi i pentastellati? Dell’influsso di un Dio maligno? Del suo ambasciatore Bergoglio? Se fossi in loro terrei le dita di entrambe le mani incrociate dopo averle opportunamente collocate fra le gambe….
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