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Pubblica amministrazione – 30 Giugno 2016

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A 8 anni dall’entrata in vigore del codice dell’amministrazione digitale e a 4 anni dalla disponibilità gratuita  della PEC sono molteplici – nel silenzio del governo che invece dovrebbe intervenire come nel caso della fatturazione elettronica – gli enti che per le comunicazioni richiedono al posto della PEC l’uso del fax, uno strumento obsoleto e facilmente contraffattibile. Non c’è alcun motivo per questa scelta se non la pigrizia (ma meglio sarebbe dire l’ignoranza) della dirigenza di questi enti (ad esempio ENEL, Visa etc.). C’è solo da aspettarsi che in futuro venga richiesto l’uso del piccione viaggiatore. Questo atteggiamento riflette il disinteresse nei confronti degli utilizzatori comprovato anche dai sistemi di risposta automatica, di fatto assolutamente inaccessibili all’utente “normale”. Per poter raggiungere un operatore umano cui spiegare un problema anche facilmente risolubile è necessario avventurarsi in un labirinto di opzioni, la maggior parte delle quali difficilmente assimilabili al problema in questione, richiedendo all’utente la soluzione di indovinelli a trabocchetto. E naturalmente gli operatori umani non mancano: si pensi al bombardamento cui quotidianamente siamo sottoposti telefonicamente con mirabolanti offerte che naturalmente sono truffe legalizzate. Forse il governo dovrebbe porre mano a questi problemi ma – in negativo – de minimis non curat praetor….
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One thought on “Pubblica amministrazione – 30 Giugno 2016

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    La “burocrazia” – lo scrivo tra virgolette perchè gli infiniti lacci e lacciuoli convenientemente apparecchiati riguardano sia il pubblico sia il privato – è la salvezza di ogni governo e di ogni impresa poco trasparente ( pressochè tutte dato che il mercato lo si vuole libero ma si fa subito cartello… contro il consumatore).
    La burocrazia ha origini che si perdono nella storia ed è stata convenientemente apparecchiata – o lasciata crescere indisturbata – in ogni parte del mondo: famosissime quella cinese, quella zarista tanto ben rappresentata nella letteratura russa e poi traslata nel governo comunista dell’ URSS, … e quella nostrana.
    Nel Paese in cui in pochi mesi si cambiano la legge elettorale, lo Statuto dei Lavoratori e si mette mano persino ai più alti organismi di rappresentanza costituzionale, i “grandi burocrati” sono intoccabili anche se vengono spesso sostituiti con gli amici degli amici.
    Funziona come con l’ Europa: quello che non va è colpa loro, entità misteriose ed intoccabili che vivono in un Empireo nei confronti del quale i più alti poteri dello stato pare non possano nulla; vulgata utilissima a sopire le legittime necessità dei cittadini facendo sbattere le loro rimostranze contro un immobile muro di gomma del quale nessuno è responsabile.
    Per quanto riguarda le imprese private lo scopo è il medesimo: stanco di perdere tempo, soldi ed energie tra un call center, valanghe di @mail e raccomandate senza risposta, il malcapitato utente comprende che senza l’ ausilio di un avvocato non riuscirà a far valere i propri diritti. E di fronte alle difficoltà, al tempo, alle spese da sostenersi ed all’ esaurimento nervoso che immancabilmente lo colpirebbe, il cliente desiste, prima o poi.
    E per l’ Azienda, con le spalle ben coperte, l’ ennesima vittoria.

    Una volta si diceva “libera volpe in libero pollaio”.
    Non è cambiato molto, anzi…
    Evviva la burocrazia, stampella di ogni potere.

    Mi piace

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