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UK out – 24 Giugno 2016

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Scrivo queste due righe alle 5.35 italiane quando appare sicuro che l’UK è fuori dall’Europa così come l’avevano ipotizzata i padri nobili dopo l’immane tragedia della seconda guerra mondiale. Ora avremo i soliti fiumi di inchiostro degli analisti che per un brandello di effimera pubblicità ci verseranno la loro inutile e sterile sapienza. Chi oggi ha votato Brexit riflette l’imperante atteggiamento populista, isolazionista, egoista e nazionalista che anche in Italia predomina con i 5 stelle. UK fuori dall’Europa ma ci teniamo Polonia, Ungheria, Bulgaria, paesi che sono la negazione della democrazia ma che certamente per i benefici economici ben si guarderanno da abbandonare l’Europa. Di certo l’Europa non è stata quella che avrebbe dovuto essere: molta burocrazia ma poca sostanza. E nessuna unione politica, anche minimale. Il futuro non mi appartiene ma vivo il presente come una sconfitta personale degli ideali che per tutta la vita mi hanno sostenuto. Non ho parole.
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One thought on “UK out – 24 Giugno 2016

  1. Maria Cristina Marcucci ha detto:

    Purtroppo quello che avrebbe dovuto essere – o diventare – l’ Europa l’ abbiamo visto a suo tempo con l’ allargamento ad Est e le prime – convenientemente organizzate e condite dalle lacrime “pietose” di Berlusconi – navi degli Albanesi.
    Il fatto che l’ Europa stessa sia ancora militarizzata con centinaia di basi US, NATO, Echelon ( accordo URKASA), … la dice lunga sulla realtà della sua autonomia.
    Nulla di strano nè di scandaloso, è nei fatti: l’ Europa continentale ha perso la guerra e non se la è certo cavata gratis. La Gran Bretagna, unico Stato vincitore, ha sempre goduto di uno status a parte ed un rapporto in qualche modo alla pari con i potenti cugini di oltreoceano.
    Ci sono stati comunque assicurati 70 anni di pace – un vero miracolo che nessuno ricorda mai – e speriamo che l’ uscita della Gran Bretagna non sia l’ inizio della fine anche di quest’ ultima.

    Non penso però che, in Italia, lo spirito anti europeo ( antitedesco, come sempre e per sempre, soprattutto) sia dovuto ai 5Stelle: da oltre 20 anni non facciamo altro che ascoltare politicanti di ogni risma attribuire all’ Europa ( leggi Germania, al cui Cancelliere il nostro Presidente “cavaliere” ha riservato, a margine di un consesso internazionale, persino quel commento volgare di cui non cesso di vergognarmi, trascritto da ogni organo di stampa tra mille sorrisetti di compiacimento) ogni misfatto ed ogni dileggio. Quasi che di questa Europa noi non fossimo tra gli Stati fondatori e non avessimo avallato con la nostra firma fino all’ ultima improvvida decisione, ogni singolo laccio e lacciuolo.
    Tutto un millantare di “Adesso basta!”, di “pugni sul tavolo” ai più alti livelli; tutto un seminare odio nei confronti di ogni richiesta di laicità, di trasparenza, di rispetto delle regoli e dei patti comunque sottoscritti.
    E a forza di battere il chiodo, i nostri concittadini si sono sentiti e si sentono anime belle, pecorelle innocenti per l’ ennesima volta occupati dal nordico, mefistofelico invasore: come non cercare di uscirne magari creando una Europa di Serie B, “mediterranea” e clericale assieme ad altri “campioni mediterranei” come Grecia e Spagna?
    E’ dai tempi dell’ iper gettonato saggio di Braudel che veniamo convenientemente addestrati a sentirci “mediterranei” e guardare al Nord Africa coltivando una sorta di distanza quando non di disprezzo nei confronti dei più civili e laici Paesi del Nord Europa con i quali per secoli abbiamo condiviso scienza, letteratura, arte e destino e che ancora sorvegliano (in questo inascoltati perchè non conviene) la sopravvivenza di quel poco di laicità che ci siamo così di recente conquistati.

    Questo continuo demonizzare l’ Europa come sistema burocratico e di potere( che certamente ha evidentissime e profonde criticità nei confronti delle quali non mi dilungo e che però, lo ripeto, abbiamo sempre e comunque avallato) è servito e serve a far prosperare l’ eterno italico “vizietto” proprio di tanti bimbi della scuola elementare e dei loro genitori: la colpa di tutto ciò che accade è sempre di altri.
    Insomma, i “buoni” della storia siamo sempre e comunque noi, unici retti, pii, accoglienti e caritatevoli nell’ Europa ” degli egoismi”.
    Ovviamente gli innumerevoli ed indiscutibili meriti di cotanto buon cuore nascondono concretissimi e globali fini e loschi affari, ma basta non parlarne o annegarli in un mare di “casi umani” et voilà, la bontà è servita. La ragione tace ed il cuore parla anche se il cuore, come sempre per dirla col Poeta, è “un’ inutile guida” ma facile da commuovere e semplice da ascoltarsi.
    E siamo tutti tronfi del fatto di essere in prima linea, con la nostra “bontà”, nell’ aver sostituito nuovamente – nella patria dell’ Illuminismo, di Hume, Rousseau e Kant – i diritti con la carità, l’ autodeterminazione col volere imperscrutabile della Provvidenza, l’ ascensore sociale col pauperismo, la libertà intellettuale e morale con la religiosità in qualsivoglia modalità ormai essa si esprima, legittimandone persino le più oppressive e misogine. E le Dame di san Vincenzo – leggi privatizzazione nei fatti della gestione del welfare – prosperano ( è proprio il caso di dirlo!) nuovamente e come non mani sotto più laico nome di “volontari/e”.
    E siamo ormai, per dirla con Rousseau, all’ ultimo gradino del dominio dell’ uomo sull’ uomo: il traffico di esseri umani, utilissimo esercito di lavoratori di riserva di marxiana memoria.
    Il disordine è stato sempre seminato in nome della rettitudine.

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