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Pubblica amministrazione – 30 Giugno 2016

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A 8 anni dall’entrata in vigore del codice dell’amministrazione digitale e a 4 anni dalla disponibilità gratuita  della PEC sono molteplici – nel silenzio del governo che invece dovrebbe intervenire come nel caso della fatturazione elettronica – gli enti che per le comunicazioni richiedono al posto della PEC l’uso del fax, uno strumento obsoleto e facilmente contraffattibile. Non c’è alcun motivo per questa scelta se non la pigrizia (ma meglio sarebbe dire l’ignoranza) della dirigenza di questi enti (ad esempio ENEL, Visa etc.). C’è solo da aspettarsi che in futuro venga richiesto l’uso del piccione viaggiatore. Questo atteggiamento riflette il disinteresse nei confronti degli utilizzatori comprovato anche dai sistemi di risposta automatica, di fatto assolutamente inaccessibili all’utente “normale”. Per poter raggiungere un operatore umano cui spiegare un problema anche facilmente risolubile è necessario avventurarsi in un labirinto di opzioni, la maggior parte delle quali difficilmente assimilabili al problema in questione, richiedendo all’utente la soluzione di indovinelli a trabocchetto. E naturalmente gli operatori umani non mancano: si pensi al bombardamento cui quotidianamente siamo sottoposti telefonicamente con mirabolanti offerte che naturalmente sono truffe legalizzate. Forse il governo dovrebbe porre mano a questi problemi ma – in negativo – de minimis non curat praetor….
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Bonus insegnanti – 26 Giugno 2016

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Una vecchia canzone degli anni ’60 recitava “nessuno mi può giudicare…”. La rivolta degli insegnanti contro i “bonus” che sanciscono la qualità di un insegnante è emblematica: “faccio come mi pare e basta”. La sbandierata “libertà di insegnamento” diventa l’ “arbitrarietà di insegnamento” disegna una casta (ancora una!) la quale “legibus soluta” pretende di non essere sottoposta a verifiche e controlli. Nulla di nuovo:  il caso dei professori universitari è analogo e in un mio prcedente post ne ho già sottolineato l’anomalia. Le regole, i controlli, le valutazioni vengono richieste a gran voce per le altre categorie ma non per la propria, trovando sempre motivazioni dai nomi roboanti che nascondono semplicemente il  rifiuto di un (temuto) giudizio. Tutto perfettamente italiano nel senso peggiore del significato ma fino a quando non si accetterà che tutti, proprio tutti, debbono fare al meglio il proprio dovere e per questo essere giudicati rimarremo un paese di periferia. Riformare un paese incancrenito nella difesa dei privilegi ingiustamente acquisiti è difficile ma è indispensabile. E quindi ben vengano giudizi e sanzioni se necessarie. Quando vedrò un professore, un impiegato, un dirigente licenziato per inettitudine capirò che forse il paese ha fatto un passo avanti rendendosi degno di appartenere a quel grande disegno politico che è l’Europa e che squallidi e miserevoli populisti cercano di minare per meschini interessi di parte (o – come nel caso della UK – per un calcolo politico drammaticamente sbagliato).
PS La nostra costituzione proibisce i referendums sui trattati internazionali: qualche volta “Italians do it better”…..
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Brexit – 25 Giugno 2016

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Adesso siamo alle comiche finali. In UK molti si pentono (spettacoloso il governo del Cornwall che adesso si sorprende nel capire che i finanziamenti fondamentali per la sua sopravvivenza termineranno!) e ammettono di avere votato senza avere capito e di essersi fatti convincere da bugie. W la democrazia, quindi.. Ma ora no mercy. Chi sbaglia deve pagare e le misure debbono essere dure e drastiche per “sconsigliare” altri paesi a compiere lo stesso sbaglio (a parte Polonia e Ungheria che spero commettano lo stesso errore…). Poi naturalmente l’Europa DEVE cambiare rotta, smettere di essere ottusamente burocratica e iniziare senza indugio un’unione politica a cominciare dalla unificazione dell tassazione. Altrimenti “finis Europa”.
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UK out – 24 Giugno 2016

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Scrivo queste due righe alle 5.35 italiane quando appare sicuro che l’UK è fuori dall’Europa così come l’avevano ipotizzata i padri nobili dopo l’immane tragedia della seconda guerra mondiale. Ora avremo i soliti fiumi di inchiostro degli analisti che per un brandello di effimera pubblicità ci verseranno la loro inutile e sterile sapienza. Chi oggi ha votato Brexit riflette l’imperante atteggiamento populista, isolazionista, egoista e nazionalista che anche in Italia predomina con i 5 stelle. UK fuori dall’Europa ma ci teniamo Polonia, Ungheria, Bulgaria, paesi che sono la negazione della democrazia ma che certamente per i benefici economici ben si guarderanno da abbandonare l’Europa. Di certo l’Europa non è stata quella che avrebbe dovuto essere: molta burocrazia ma poca sostanza. E nessuna unione politica, anche minimale. Il futuro non mi appartiene ma vivo il presente come una sconfitta personale degli ideali che per tutta la vita mi hanno sostenuto. Non ho parole.
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La “maturità” – 22 Giugno 2016

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Vorrei dire qualcosa di “impolitico”: non ne possiamo più degli articoli sulla “maturità”, dei ridicoli studenti che cercano di sapere anticipatamente i temi proposti (studiare e imparare a scrivere in un italiano corretto come sarebbe?), dei siti che pretendono di avere notizie fresche sugli argomenti, delle nottate “in bianco” per recuperare quello che non si è imparato durante gli anni etc. Chi non sa non sa e va semplicemente respinto (cosa che ormai non succede più). Posso ricordare che quando io ero al liceo le interrogazioni durante l’anno non erano programmate, e che alla maturità c’erano 4 scritti (italiano, versione dal latino, versione in latino – a me capitò un brano di Cattaneo! – e versione dal greco) e orali su tutte le materie con riferimenti anche ai contenuti degli anni precedenti e che gli esami cominciavano il primo di Luglio? Eppure siamo sopravvissuti e chi aveva studiato era promosso e nessuna famiglia si interessava più di tanto a quanto i figli dovevano fare: era il loro dovere e basta! Naturalmente non c’erano tutti i mezzi moderni (internet per primo), né fotocopie etc. etc. E questi “immaturi” si presentano poi all’università dove non sono “coccolati” e subiscono uno shock iniziale che in molti casi porta all’abbandono. Posso sommessamente affermare che non sono di certo morto studiando contemporaneamente anche il pianoforte per il diploma e che non mi sono mai negato una serata con gli amici? Forse per esemplificare la follia attuale c’è un semplice aneddoto. Sposto un esame per impegni inderogabili da venerdì a martedì. Il martedì si presenta uno studente che semplicemente non sa nulla. Gli chiedo come possa sperare di passare in quelle condizioni. La risposta è stata che la colpa era mia che avevo spostato l’esame: venerdì la materia la sapeva ma martedì… Testuale.
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Die 5 Sterne – 21 Giugno 2016

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Il ballottaggio visto dall’estero (Berlino) ha un “sapore” molto diverso da quello presentato dalla televisione e dai giornali italiani. Un piccolo, piccolissimo avvenimento relegato nelle pagine interne mentre le prime pagine sono ovviamente dedicate ai grandi problemi internazionali nonostante che in Settembre si tengano in Germania le elezioni politiche e la Große Koalition (CDU e SPD) al momento abbia solo il 30% dei seggi in parlamento! La lettura dei giornali tedeschi e inglesi ha però un elemento comune: la convinzione che i 5 stelle siano un movimento incapace di mantenere le proprie promesse (Parma docet) e il voto (considerato di protesta) sia destinato a una grande disillusione. Non dimentichiamo che di salvatori della patria con mirabolanti promesse ne abbiamo già avuti (Craxi e Berlusconi) entrambi smentiti e addirittura pregiudicati. Personalmente ho i 5 stelle in orrore per l’aggressività dei modi, la “ubris” degli atteggiamenti, perché si affidano a un sistema software manipolabile, sono diretti da un comico e sono anche assai ignoranti come l’italiano traballante del descamisado Di Battista dimostra. Poi se vogliamo fare le bucce al PD chiamatemi che ho molto da dire. I giornali stranieri non danno credito ai 5 stelle (esempio FT, Süddeutsche Zeitung, Berliner etc,) e i giudizi di coloro che non sono coinvolti valgono doppio: i dubbi nascono dall’inesperienza ma soprattutto dal fatto per i 5 stelle ha votato una larga parte dell’elettorato di destra solo come protesta e i “duri e puri” sono inquinati da voti che certamente chiederanno una ricompensa. Può sembrare strano ma qui in Germania è molto quotato per le sue posizioni europee Renzi: nemo profestast in patria?
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Università again – 18 Giugno 2016

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Non riesco neppure a capacitarmi che i colleghi di Cambridge si siano rifiutati di rispondere alle domande della famiglia di Giulio Regeni, violando uno dei principi più sacri dell’accademia: quello della trasparenza. E’ del tutto evidente a questo punto che il povero ragazzo è stato mandato allo sbaraglio a mettere il naso in questioni molto delicate e più grandi di lui e che adesso i responsabili inglesi rifiutano di assumersi le loro responsabilità. Ho già avuto recentemente su questo blog di segnalare il degrado del mondo universitario bolognese ma ora siamo di fronte a un comportamento vergognoso di una delle università più famose del mondo. Ed è del tutto evidente che questo atteggiamento è condiviso da tutta l’organizzazione gettando un’ombra indelebile sulla peraltro un tempo prestigiosa istituzione inglese.  Ho solo una espressione per esprimere il mio stato d’animo: VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!
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